DOCG PER IL DOLCETTO DI DIANO D'ALBA

Salgono a 15 le DOCG piemontesi

La DOC Dolcetto di Diano D’alba è diventata DOCG, con l’approvazione all’unanimità del Comitato Vitivinicolo Nazionale il 27 gennaio.
La DOCG “Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” ha attualmente un superficie di circa 300 ettari con una produzione rivendicata di circa 8000 ettolitri e interessa il territorio del Comune di Diano. Con quest’ultimo riconoscimento la nostra Regione porta a 15 le sue DOCG, mentre sono 46 le DOC.

“Si tratta di un riconoscimento importante e atteso – afferma l’Assessore all’Agricoltura Mino Taricco – Il dolcetto di Diano era da trent'anni una denominazione d’origine e ha una storia produttiva e commerciale che trova origine in tempi ancora più lontani. Oggi compie un passo avanti significativo, andando a collocarsi nell’elenco delle nostre eccellenze DOCG, e potrà fregiarsi anche delle menzioni geografiche “Sorì”, finora riservate a Barolo e Barbaresco.
Si tratta inoltre di un altro importante riconoscimento per la viticoltura dell’albese, dopo la recente approvazione della DOC Alba, un territorio da sempre vocato al turismo enogastronomico che potrà trovare ulteriori elementi di valorizzazione nelle nuove denominazioni.
Ricordo che la Regione ha lanciato il progetto di comunicazione e valorizzazione “Piemonte AgriQualità”, che abbraccia le produzioni DOC e DOCG, accanto alle DOP, IGP e ad altri prodotti che la Regione stessa andrà a censire e certificare, un progetto che intende comunicare organicamente, con un marchio e un sito web, la qualità dell’agroalimentare piemontese.
In questo contesto, mi auguro che campagne di promozione e nuovi riconoscimenti possano sostenere sui mercati un vitigno come il Dolcetto, che insieme al Barbera rappresenta una delle denominazioni più estese in Piemonte .”


Dopo le menzioni geografiche inserite nella modifica della DOCG Barolo e Barbaresco, anche per questa denominazione si inseriscono nel disciplinare di produzione le “menzioni geografiche aggiuntive” (ai sensi del D.M. 22 aprile 1992): le uve per le quali si rivendica la “menzione geografica aggiuntiva” devono essere prodotte esclusivamente da vigneti ricadenti nella zona dalla quale prendono il nome.
Le menzioni geografiche del Diano saranno indicate in etichetta come “Sorì” , dal dialettale “soleggiato”, nome proveniente da un progetto di individuazione delle zone più vocate per la viticoltura, presenti sul territorio del Comune di Diano d’Alba. Lo studio, iniziato nel 1985, trova in questo riconoscimento di una ulteriore definizione della piramide qualitativa che valorizza il legame fra prodotto e territorio.


Le DOCG piemontesi
Asti
Moscato d’Asti
Barbaresco
Barbera d’Asti
Barbera del Monferrato Superiore
Barolo
Brachetto d’Acqui o Acqui
Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba
Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada
Dogliani
Gattinara
Gavi o Cortese di Gavi
Ghemme
Roero
Roero Arneis

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