IL PROGRAMMA DEL CENTRO SINISTRA PER IL RILANCIO DELLA REGIONE
20 PUNTI PER IL PIEMONTE CHE VOGLIAMO
Il Piemonte deve vincere il lento declino a cui è stato portato dal governo di centrodestra in questi dieci anni. Il lavoro comincia a mancare ed è sempre più precario. Serve un’energica politica di rilancio dello sviluppo in tutti i settori. Dobbiamo tutelare il nostro patrimonio industriale e rendere più competitivi il terziario e la produzione agroalimentare. In Italia e all’estero. Dobbiamo innovare investendo in ricerca, scuola e formazione. Dobbiamo risanare
la sanità pubblica che ha tutte le possibilità per essere una delle migliori d’Europa. Abbiamo un grande patrimonio di risorse ambientali, culturali, di iniziativa e creatività. Dobbiamo metterlo a
frutto per creare lavoro innanzitutto, far crescere le opportunità per i giovani e le donne, per le nuove cittadinanze, per chi vuole venire a studiare, lavorare e fare impresa in Piemonte. Una
regione di frontiera ma attrattiva perché aperta, bella, tollerante, colta, innovativa e intraprendente. Siamo il cuore dell’Europa e del Mediterraneo. Dobbiamo esserne anche il cervello.
PER IL LAVORO
Vogliamo un Piemonte che sottoscriva con tutte le forze produttive e sociali un Patto per il lavoro e lo sviluppo:per tutelare i redditi e l’occupazione, per dare un futuro ai giovani piemontesi. Vogliamo una regione tollerante e inclusiva che garantisca qualità della vita e opportunità pari per tutti, che guardi alle nuove cittadinanze, ai
migranti, garantendo uguaglianza di diritti sociali e civili, alle donne e all’infanzia, ai nostri connazionali all’estero che desiderano rientrare, a chi vuole venire in Piemonte. Insieme per cambiare il futuro.
PER GLI ANZIANI
Vogliamo un Piemonte che guardi alla terza età come risorsa e non come peso, certo con migliori politiche di assistenza e sanità, ma anche con occhio attento all’offerta culturale per gli anziani e alle risorse associative loro dedicate, che pensi agli anziani con autonomia limitata attraverso centri di assistenza leggera alla
quotidianità.
PER I GIOVANI
Vogliamo un Piemonte che investa sui giovani, che combatta la precarietà e frammentarietà del lavoro, che aiuti progetti e attività autonome, che li aiuti a trovare abitazioni a prezzi equi, che sostenga i bisogni di istruzione e cultura, che favorisca politiche specifiche nel campo dello sport e del tempo libero.
PER LE DONNE
Vogliamo un Piemonte che investa sulle donne, che ne garantisca pari opportunità di lavoro e di formazione, che ne favorisca la vita attiva senza sottrarle alla famiglia, con una politica e una norma specifica per la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita privata.
PER I DISABILI
Vogliamo un Piemonte che abbia cura e attenzione per i cittadini disabili, per rimuovere le barriere fisiche e virtuali, nelle politiche di accesso al lavoro, alla scuola e alla formazione, nel garantire diritti ambientali e spazi sostenibili, con un fondo specifico per la rimozione delle barriere.
PER I VOLONTARI
Vogliamo un Piemonte che consideri il volontariato come una risorsa essenziale per lo sviluppo, non solo per la salute e i servizi d’assistenza, ma in tutti i settori della vita regionale, dalla protezione civile alla cultura, dalla difesa dell’ambiente alla cura del territorio. Dobbiamo varare una norma specifica in questo campo.
PER LA SALUTE
Vogliamo un Piemonte che scriva subito il piano regionale per la salute, la sanità e il welfare: per rilanciare gli investimenti su ricerca, tecnologie, edilizia sanitaria, formazione, per abbattere drasticamente i tempi di attesa.
PER ELIMINARE GLI SPRECHI E SPENDERE MEGLIO
Vogliamo un Piemonte che abolisca il ticket sui farmaci. È possibile raggiungere questo obiettivo nell’arco dei cinque anni attraverso una gestione più oculata della sanità pubblica e con il controllo della spesa farmaceutica, eliminando gli sprechi, che introduca il principio della progressività nell’addizionale regionale sull’IRPEF: chi ha di meno pagherà di meno.
PER LA SCUOLA L’UNIVERSITA’ LA FORMAZIONE
Vogliamo un Piemonte che vari subito una legge unica per il sistema regionale dell’educazione, per un dialogo efficace tra scuola e formazione, per la qualità dell’insegnamento, per il diritto allo studio, per l’alta formazione, per tornare a investire sugli atenei piemontesi e su quelli di frontiera come potenziali attrattori verso il
Piemonte.
PER LA RICERCA
Vogliamo un Piemonte che investa in ricerca il 3% del Pil regionale entro il 2010: ciò vuol dire molti posti di ricerca in più e soprattutto innovazione, competitività, lavoro, per un modello innovativo che coniughi sviluppo ed efficienza nell’uso delle risorse naturali.
PER L’EUROPA E LA COOPERAZIONE
Vogliamo un Piemonte collocato a pieno titolo all’incrocio delle vie più importanti di collegamento dell’Unione. Possiamo essere cerniera fra Europa e Mediterraneo. È un’occasione storica. Una posizione che era sfavorevole può essere trasformata in una grande opportunità di sviluppo di qualità della vita, della
conoscenza, dell’ambiente, del lavoro. Vogliamo un Piemonte promotore di pace, aperto alla cooperazione e alla partecipazione democratica.
PER L’INDUSTRIA
Vogliamo un Piemonte che si impegni a difendere e rilanciare il suo patrimonio industriale nei settori tradizionali e in quelli più innovativi, per sviluppare le attività di ricerca applicata, per lanciare Torino e il
Piemonte come polo per le tecnologie sostenibili. Vogliamo difendere la presenza produttiva della Fiat e rilanciare il progetto di distretto per l’automotive, con forti connotati legati alle energie e tecnologie pulite, favorendo l’introduzione di tecnologia innovativa nelle nostre imprese. Vogliamo un Piemonte che difenda e
valorizzi il lavoro come grande patrimonio di esperienze e capacità, indispensabile per mantenere e rilanciare l’attività industriale.
PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Vogliamo un Piemonte che aiuti realmente la piccola e media impresa, l’artigianato e il commercio, con servizi reali di aiuto all’internazionalizzazione, con politiche per favorire l’accesso al credito, di defiscalizzazione per chi opera in zone svantaggiate, di messa in rete per la ricerca e l’innovazione. Vogliamo un Piemonte che difenda e promuova le proprie produzioni tradizionali ed emergenti, i distretti, i suoi marchi, che affermi la produzione di qualità su scala più ampia.
PER L’AGRICOLTURA
Vogliamo un Piemonte che difenda le tipicità della sua produzione agricola, integrandola con la difesa del territorio e del paesaggio, dando sostegno alla “qualità di massa” per rendere sempre più sicuri gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole, con una revisione totale delle politiche regionali di intervento nel campo delle
filiere agroalimentari, della tracciabilità, dello sviluppo delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche, della logistica e dei mercati.
PER VIAGGIARE MEGLIO IN PIEMONTE E IN EUROPA
Vogliamo un Piemonte che intervenga politicamente sulla realizzazione dei collegamenti con l’Europa e il Mediterraneo, che riorganizzi e ridia qualità ed efficienza al trasporto regionale e locale, come collegamento tra tutti i luoghi del vivere quotidiano. In particolare pensiamo al trasporto ferroviario, spina dorsale per il
collegamento interno al Piemonte e per le sue quattro porte.
PER LA CULTURA E IL TURISMO
Vogliamo un Piemonte che valorizzi il patrimonio e le produzioni culturali, il turismo culturale, le proprie risorse e identità in chiave europea e internazionale, con ampie collaborazioni, coordinando la propria azione con comuni, province e fondazioni, con aperture alle sperimentazioni, in una logica di progetto e di sistema, che
ampli l’offerta culturale e i pubblici di riferimento a giovani, anziani, abitanti delle zone più periferiche.
PER L’AMBIENTE
Vogliamo un Piemonte che abbia al centro delle proprie politiche l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, come fattore di sviluppo e di crescita civile della nostra società e della qualità complessiva del nostro territorio;lavoreremo subito a una legge che incentivi le tecnologie sostenibili, per la ricerca e la sperimentazione in
campo energetico.Vogliamo un Piemonte che garantisca piena godibilità dei beni fondamentali per la vita:acqua, aria, suolo naturale, energia, biodiversità. La salvaguardia di questi ultimi è fondamentale per la sostenibilità sociale ed ecologica, per un rapporto solidale fra le generazioni presenti e quelle future.
Lavoreremo perché l’applicazione del protocollo di Kyoto sia motore di modernizzazione del sistema energetico e incentivi l’eco-efficienza delle nostre produzioni.
PER LA QUALITÀ DEL TERRITORIO
Vogliamo un Piemonte che tenga conto dei criteri della qualità ambientale per gli strumenti urbanistici e le autorizzazioni edili. Vareremo una norma specifica per la qualità architettonica e la bellezza del nostro paesaggio. Basta con gli orrori sulla nostro territorio.
PER UNA REGIONE AL SERVIZIO DELLO SVILUPPO
Vogliamo un Piemonte che ridia un ruolo ai grandi enti regionali. Tra tutti: una holding regionale per lo sviluppo, FinPiemonte, che non può essere ridotta a ufficio periferico della Regione, il Consorzio per il Sistema Informativo deve crescere e diventare la nostra azienda di pubblica utilità per le tecnologie e i servizi informativi, l’IPLA uno strumento da rinnovare per la politica forestale e il territorio, l’IRES uno strumento reale di conoscenza e di sostegno alla decisione politica.
PER UNA REGIONE TRASPARENTE E DI TUTTI
Vogliamo un Piemonte che dia chiarezza e trasparenza al bilancio regionale, intervenendo sulla spesa corrente e tornando a investire per lo sviluppo, il lavoro, la salute e la politica sociale, dando risorse certe e chiare ai territori, che semplifichi e renda trasparenti le procedure amministrative, abolendo gli enti inutili e
costosi, riorganizzando la macchina regionale interna, che investa e formi una nuova classe dirigente in una scuola europea per le scienze di governo.
IN ALLEGATO VERSIONE INTEGRALE DEL PROGRAMMA
