Ci sarebbero tutti gli elementi necessari affinchéin un Paese che avesse un minimo senso dell’indignazionesi fossero già richieste le dimissionial Governo .
Una manovra che peserà sul futuro dei cittadini più deboli , dei pensionati , degli enti locali , una manovra che re-interviene , dopo tutti i tagli già fatti , sulla scuola , e che è destinata a peggiorare le condizioni di vita di milioni di italiani , diventa al tempo stesso strumento per il Presidente del Consiglio e per la Leganord per risolversi i loro problemi ed i problemi dei loro amici e sodali .
I limiti della decenza sono ampiamente superati .
Da una parte “uno” si risolve il problema Mondadori e dall’altra“quegli altri” risolvono il problema ai furbetti delle quote latte , per carità sempre parlando di commi , di decreti e di modifiche di leggi , di riallocazioni di competenze e di altre cose apparentementeinnocue , ma quella è la sostanza , si costringono a pagare tutti gli italiani , e si introducono norme perfare in modo di non pagare e di non far pagare gli amici .
C’era una vecchia pubblicità che diceva“ se tu dai una cosa a me io poi do una cosa a te ! “ ,chetradotto recita , in questa nuove norme ,la Leganord dauna mano al Premier a risolvere un suo“problemone” e chiede in contropartita di poterne risolvere uno ai “suoi amici” e il tutto alla faccia e in barba all’interesse generale .
Forse ci eravamo illusi , quando avevamo creduto che la Leganordfosse per un maggior rigore morale , nei giorni scorsi qualcuno era addirittura arrivato a far riferimento a Einaudie Sturzo , o quando avevamo sentito l’On Alfano , nuovo segretario del PDL parlare di necessità di rifondazione politica e morale .
Se questi sono i frutti di una siffatta scelta di nuovo rigore , credo che i cittadini italiani, se non vogliono fingere dinon vedere , abbiano tutti gli elementi per valutare e capire cosa veramente sta a cuore a questi governanti .
Altro che risanamento del paese , altro che meno sprechi e più servizi , sempre e solo i fatti loro !!!!!!!!!!
E' stata una bella sfacchinata, ma è stato bello esserci, con tanti giovani e con la netta sensazione di essere dalla parte giusta ........."camminando s'apre cammino", si respira e si semina speranza................
Novecento nomi per non dimenticare novecento persone che hanno pagato con la vita la scelta di non arretrare di fronte alle mafie . Novecento tragedie per seminare legalità e amore alla vita ……………….
Da qualche giorno, è rispuntato dal cilindro della Lega Nord il “coniglio” quote latte. La forma utilizzata è quella di un emendamento al Decreto Milleproroghe che contiene un’ulteriore proroga per il pagamento delle multe da parte di coloro che hanno sforato al 30 giugno 2011, laddove il termine è già scaduto il 31 dicembre 2010
Il problema, come più volte è stato sottolineato dal Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan, che si è appellato ai parlamentari di maggioranza e opposizione affinché respingano l’emendamento della Lega, è molto delicato. Infatti, qualora l’emendamento del gruppo della Lega venisse approvato, scatterebbe automaticamente da parte dell’Unione Europea l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, cosa che il nostro Paese non può assolutamente permettersi e che minerebbe la nostra credibilità di fronte a tutti gli Stati membri.
Oltre alla netta presa di posizione del Ministro Galan, altri cori contrari all’emendamento si sono levati dalle file dell’opposizione e da tutte le principali associazioni di categoria degli agricoltori (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) che chiedono che venga evitato il ripetersi di una vicenda che, nel corso degli anni, ci è già costata centinaia di milioni di euro.
In queste motivazioni sta il senso dell’ordine del giorno che ho deciso di presentare in Consiglio regionale per impegnare la Giunta regionale e l’assessore competente in materia, ad attivarsi per una puntuale applicazione delle norme e per evitare una proroga che danneggerebbe gli allevatori virtuosi, quelli che sono sempre stati in regola ed hanno rispettato le norme.
Inoltre, è importante che si sensibilizzi il Governo affinché attivi con sollecitudine il Fondo previsto, per sostenere tutte quelle aziende che hanno fatto del rispetto delle regole un riferimento.
E’ fondamentale che la normativa vigente in materia di “quote latte” venga correttamente applicata per rilanciare il settore e riportarlo verso la normalità economica.
Voglio esprimere i miei più sinceri Auguri per il Nuovo Anno che viene .
Alla “politica” , alle istituzioni , auguro una stagione nella quale sappianoesprimersimeno conannunci eproclami e di più confatti concreti e verificabili ; ai cittadini il coraggio di pretenderlo.
Alle famiglie , soprattutto alle più numerose , che in questi anni difficili hanno avuto il coraggio di credere in un futuro per i loro figli e per tutta la società , auguro che le istituzioni ad ogni livelloparlino meno della loro centralità e comincino ad adottare misure che sostengano concretamente la loro vita.
A tutti i lavoratori ,in particolare a quelli chesentonopiù violento sulla loro pelle , il vento della insicurezza e della precarietà , auguro un anno nel quale ritorninoad essere centrali i loro dirittie la loro possibilità di futuro ,con priorità rispetto alle economie di scala e alla ricerca diprofitto .
Agli imprenditori , in una stagione in cui l’assunzione di responsabilità è mercesempre più rara , auguro un amore fedele alla propria terra e al futuro dellacomunità, ed auguro il pieno riconoscimento sociale di questo prezioso sostegno allo sviluppo.
A chi nella propria ricerca di felicità e di realizzazione ,è frenato da limitazioni fisiche , economiche e sociali, auguro che i governantidiventinomaggiormente consapevoli che giustizia sociale e solidarietàsono il metro per misurare la civiltà deipopoli .
Alle nostre comunità , sempre più segnate da solitudine ,separazione emancanza di orizzonte , auguro la riscoperta di un senso autentico del legame con la propria terra e con la propria storia ,segnatada fatica e impegno unite a gratitudine e riconoscenza , da intraprendenza eresponsabilità condivisa , da consapevolezza di sé , unita all’apertura al confrontoe all’accoglienza.
A tutti auguro un anno , che partendoda noi stessi e dal nostro impegno , ci veda rendereil pezzo di mondo intorno a noi , migliore !
Mino Taricco
Inserito Mercoledì 29 Dicembre 2010 : (0) commenti
SANITA ALLO SBARAGLIO IN REGIONE
Scena surreale oggi in Consiglio Regionale .
Di fronte all’emendamento del Partito Democratico che faceva un quadropuntuale degli interventi di edilizia sanitarianecessari ad una azione di manutenzione straordinariasu molte strutture sanitarie di tutto ilterritorio regionale , la Giunta, per bocca dell’Assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero , esprimeva la volontà di non accettare l’emendamento.
L’Assessore motivava la sua scelta con il fatto chenon era ancora in grado di esprimere una priorità ed una individuazione puntuale degli interventi ,e preannunciava un prossimo emendamento di Giunta .
Alla presentazione in Consiglio dell’emendamento, appariva immediatamente evidente che lo stesso non era stato condiviso neanche con i Consiglieridi maggioranza , creando non pochi malumori e quindi si sospendeva la seduta .
Alla ripresa della seduta la Giunta ritirava l’emendamento , rendendo evidente la mancanza di una posizione condivisa e il fatto che sui temi della sanità la Giunta e la maggioranza stessa stanno navigando a vista senza un’idea chiara e condivisa praticamente su nulla .
Ovviamente tutto questo comporta il rischio che un simile approccio porti alla ricerca più di un “accordo politico” , quindi ad un compromesso di “potere” ,che noninvece che la ricerca di una sintesidi qualità sui contenuti .
Ciò a cui stiamo assistendo in queste ore ,è quanto di più lontano dalla tanto sbandierata ricercadi efficienza e di razionalizzazione ;è il muoversi senza progetto verso la spartizione dei posti , in una logica di puro potere , nella quale è sempre più evidente l’importazione fideistica di modelli estranei alla nostra realtà ,che porteranno all’aumento di costi e il rischio di compromettere il percorso positivo che in questi anni si è avviato .
In queste ore poistanno circolando indiscrezioni sui contenuti della annunciata riforma del Piano Sociosanitarioe della riorganizzazione delle ASL e delle ASO .
Aparte il fatto che si sta ragionando su indiscrezioni , perché nessuna proposta organica è stata ancoracompiutamente formulata e già questo serve a fotografare questomodo deprecabile di procedere .
Nel merito poi le indiscrezioni che porterebbero all’istituzione diun'unica ASL per tutta la provincia di Cuneo( di fatto azzerando l’esperienza di questi ultimi anni che tanto impegno ha visto profondere in un’ottica di recupero di efficienza e di appropriatezza ) , e la scelta di ricondurre tutte le strutture ospedaliere della provincia sotto il controllodell’ASO Santa Croce di Cuneo ( sancendo di fatto la separazione tra territorio e struttureospedaliere ), ci pare una scelta scellerata e premonitrice di conseguenze nefaste sia per quanto concerne la qualità del servizio sia peril contenimento dei costi .
Queste riforme per poter divenire operative dovranno ottenere il consenso del Consiglio regionale ;sarà nostro compito non permettere che simili sceltevedano la luce , per il bene delle nostre comunitàe per la tutela della salvaguardia della salute dei cittadini .
Mino Taricco
Inserito Mercoledì 29 Dicembre 2010 : (0) commenti
ALTRO CHE LOTTA AGLI SPRECHI
ALTRO CHE LOTTA AGLI SPRECHI. PROPOSTE DAL
CENTRODESTRA ASSUNZIONI LIBERE NEGLI UFFICI DI
COMUNICAZIONE PER UN MILIONE E MEZZO DI EURO
ALL’ANNO. LA NOSTRA PROTESTA HA BLOCCATO LA MANOVRA
Il Centrodestra a guida leghista ci ha narrato e descritto in questi mesi lo
sforzo di una amministrazione tutta protesa al taglio degli sprechi e alla
razionalizzazione della spesa.
Purtroppo, come troppo spesso ultimamente succede, alla narrazione e alla
descrizione non conseguono i fatti, o meglio conseguono fatti che sono
totalmente incoerenti con le stesse.
Nei mesi scorsi gli organi di informazione ci avevano già descritto di parenti
ed amici in Regione e di consulenti per l’immagine a Roma pagati dalla
stessa Regione, ma ieri , in Consiglio Regionale, si é fatto un salto di
qualità.
La maggioranza, con un emendamento alla finanziaria presentato a firma dei
Dopo una lunga stagione di grande turbolenza parlamentare si è finalmente arrivati alla verifica della tenuta dell’attuale Governo in sede parlamentare. Martedì 14 dicembre il Governo Berlusconi ha ricevuto la “non sfiducia” alla Camera dei Deputati per soli 3 voti; in Parlamento e fuori, purtroppo, è successo di tutto. Abbiamo assistito sgomenti a ciò che è successo in quella giornata, pagine sicuramente deprecabili e da condannare. Nel Parlamento, comportamenti vergognosi di parlamentari, persone che sarebbero titolari di un alto mandato di rappresentanza dai cittadini e della comunità, fuori una violenza che nessuna motivazione poteva giustificare. Una brutta pagina per il Paese e per le Istituzioni. Nei commenti del giorno dopo tanti avevano previsto tutto e quasi tutti hanno vinto. Sicuramente ha vinto Berlusconi, che molti davano per morto e che ancora una volta, sia pur con strumenti e modalità quanto meno discutibili, è riuscito a rimanere in piedi, e purtroppo sicuramente ha perso il Paese, che non esce da questa situazione di stallo, in un momento nel quale avrebbe bisogno di un Governo autorevole e forte, per essere guidato fuori dalle secche di questa crisi. Per il Partito Democratico questo passaggio ha rappresentato comunque una conferma ed un’indicazione importante. La conferma è che il lavoro puntuale dei mesi passati non è stato inutile, ha messo in evidenza le contraddizioni di questa maggioranza e ha reso evidente a tanti, nel Paese e nella maggioranza stessa, che così non si poteva andare avanti, che troppi erano i danni e i rischi, insiti in quel percorso, per poter continuare. L’indicazione è che diventa sempre più necessario e urgente rendere evidenti i contorni e i contenuti di una proposta alternativa di governo; ce lo chiede il Paese, che è affaticato, ferito e sempre più diviso, e a cui la crisi continua ad infliggere colpi, senza che il Governo, che ne ha la responsabilità, faccia nulla di concreto per affrontarla. Questi giorni intensi ci consegnano la consapevolezza che ci siamo, l’11 a Roma si è visto fisicamente, e che abbiamo le risorse ed i mezzi per rispondere alle domande e alle attese che abbiamo di fronte; è una responsabilità che non possiamo deludere. Un nuovo anno si apre, agli italiani vogliamo dire che un paese diverso è possibile, un paese più giusto, più efficiente, più creativo, più rispettoso, più inclusivo ed aperto. Dopo quindici anni, la nebbia di una stagione berlusconiana volge al declino, se ne sono visti i segni, i bagliori di una stagione diversa, con orizzonti diversi, con percorsi diversi, con strumenti diversi, con valori diversi sono all’orizzonte. Buon Anno.
Giovedì 4 novembre 2010 a Fossano, l’Assemblea provinciale del Partito Democratico ha eletto Emanuele Di Caro Segretario provinciale del partito. Nell’esprimergli le mie congratulazioni e i miei più sinceri auguri, gli posso garantire che per me la campagna elettorale per i congressi è conclusa: lui oggi è, convintamene, il Segretario del mio partito e avrà tutta la mia collaborazione. Sento però il bisogno di esprimere alcune brevi considerazioni sulla fase congressuale appena conclusa. Tutti sanno che avevo manifestato il mio pieno e convinto sostegno ad Alessandro Parola, a cui va, tutta la nostra gratitudine per la dedizione e l’impegno messi in campo in questi mesi. L’ho fatto per le sue qualità umane e politiche e perché il PD che lui rappresenta ed incarna, è un PD che sento più vicino alle mie sensibilità e più vicino a ciò che, io ritengo, serva al nostro Paese e alla nostra provincia. Nei giorni scorsi, rispondendo ad alcune sollecitazioni di un giornalista, avevo espresso la mia preoccupazione per il fatto che una parte dei sostenitori della candidatura di Di Caro, nel tentativo di compattare le forze, avesse fatto richiamo ad una sorta di “DS vota DS” e che questa operazione fosse stata teorizzata come una sorta di necessario riequilibrio a sinistra del partito, conseguente alla mia elezione in Consiglio Regionale. Sono profondamente convinto che tutto ciò non abbia fatto e non faccia bene al partito. Sinceramente, speravo che queste categorie le avessimo superate e che questo fosse il tempo per confrontarci e costruire una proposta seria e credibile di partito, in grado di rispondere nella realtà concreta e quotidiana, alle sollecitazioni dei nostri elettori e alle attese delle persone, delle famiglie e delle nostre comunità. Il nuovo Segretario, nei fatti e nelle scelte che sarà chiamato a fare, dovrà perciò dimostrare di essere veramente autonomo da tutta la vecchia politica che in questa vicenda congressuale, purtroppo, ha fatto sentire pesantemente la sua voce, capace davvero di raccogliere l’apporto e le competenze di tutti. Con queste destre al governo, in Provincia, in Regione e nel Paese non mancano le preoccupazioni e le paure, ed anche i motivi di impegno e di azione. Soprattutto in questa provincia, il Partito Democratico è chiamato ad essere capace di interpretarne le sensibilità e le peculiarità e a rendere evidente la sua volontà di impegno concreto sui problemi, anche vista dei prossimi appuntamenti elettorali di Cuneo e altre città. Un partito plurale, capace di essere al fianco di tutti, ma soprattutto di chi fa più fatica e oggi è più fragile ed esposto. Rinnovo gli auguri di buon lavoro al nuovo Segretario e al PD provinciale per il lavoro che, insieme, siamo chiamati a fare.
Protesta del PD stamattina in Consiglio regionale con la esposizione di una foto di Cota in televisione , in sostituzione di quello vero che da tempo non si vede , per rappresentare tutta la contrarietà alla continua assenza del Presidente Cota . La sua continua presenza a trasmissioni televisive e sempre in quanto riferimento nazionale della Lega Nord e mai su questioni di interesse del Piemonte . ”Abbiamo ricordato che il "nostro” Presidente è stato , con il solo Zaia e rompendo il fronte delle Regioni , a plaudire alla manovra Tremonti che sta riducendo di oltre 450 milioni di euro per il solo 2010 i trasferimenti al Piemonte .
Si sta per aprire il confronto in Regione su bilancio per il 2011 , e la proposta prevede riduzioniin tuttii settori vitali ed essenziali della nostra società e dellanostra economia a causa di quei tagli . Meno male che Cota è andato a Roma a lavorare per noi !”
Solo alcuni dati sulla attività di Cota in questi mesi : - dal 3 maggio ad oggisu 36 riunioni di Consiglio Regionaleha partecipato solo ad 8 - su 83riunioni di Commissione non ha partecipato ad alcuna - dal suo sito si ricava che da inizio settembre all'8 ottobre ha partecipato a 14 trasmissioni televisive su reti nazionali , quasi tutte in qualitàdi leader nazionale della Lega Nord , a 16 impegni di partito e solo 9 impegniistituzionalida Presidente della Regione Piemonte .
Per questo abbiamo voluto rappresentare in modo plastico tutto il nostro disagio e la nostra protesta .
Crediamo che il Piemonte abbia diritto a qualcuno che ne difenda gli interessi a Torino come a Roma , e che questo qualcuno non sia troppo distratto da altri interessi .
Il presidente Cota sul bilancio sta facendo il gioco delle tre carte.
Continua a comportarsi come un dirigente della Lega che deve difendere la sua casacca e non come il responsabile ed estremo paladino della nostra regionee dei suoi interessi.
Per coprire il suo scarso impegnoa rappresentare di fronte al Governo gli interessi del Piemonte,accusa il precedente governo regionale di aver speso di più ,addirittura il doppio , di quanto avesse a disposizione. Dice che la Regione ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità e che ora questi nodi vengono al pettine. Non solo la realtà dei conti è diversa tanto che la Regione non ha lasciato alcun buco di bilancio, malgrado il neogovernatore abbia sguinzagliato i suoi 007 contabili per tentare di dimostrare il contrario.Ma Cota non ci dice che la realtà di tutti questi proclami di sobrietà sta in un fatto molto semplice come origine , ma che sarà drammatico nelle ricadute nei prossimi anni . A renderlo così nervoso e così polemico sono soltanto i tagli decisi dal Governo nazionale e dal Ministro Tremonti, con l’ultima finanziaria , a cui non solo non ha opposto alcuna resistenza , ma dei quali addirittura ne ha sostenuto la bontà , in una sorta di deferentegenuflessione,e che al soloPiemonte costano oltre400 milioni di euro l’anno .
L’impatto sarà terribile perché vanno ad incidere sulla solaquota disponibile di bilancio, al netto della sanità , che è pari a poco più di2 miliardi complessivi , e avranno un effettodevastante.
Di fronte a tutto questol’unico strumento possibileè ormai non più il bisturi, ma l’accetta.
Questo mi viene da pensare, relativamente alla missione denominata “White Crane”compiuta dalla portaerei Cavour ad Haiti a nome del Governo italiano a seguito del terremoto.
Questo mi viene da pensare ricordandomi bene le immagini televisive di quei giorni, della nave, dell’ospedale da campo, e le parole di elogio dell’intervento italiano, pronunciate in quell’occasione, dal commentatore.
Questo mi viene da pensare dopo aver riletto, con maggiore attenzione, un articolo del 14 aprile di un noto quotidiano economico e una interpretazione, dei fatti in oggetto, sulla rivista delle Missioni della Consolata relativamente all’impegno del nostro paese in quell’emergenza.
Dice la rivista della Consolata - La "missione umanitaria" White Crane partita il 19 gennaio (arrivata ad Haiti il 2 febbraio) e rientrata in Italia il 14 aprile 2010 ha visto impegnata la portaerei Cavour che ha portato generi alimentari, materiale medico e militari per la rimozione delle macerie ad HAITI. La missione è costata complessivamente 11 milioni di euro: infatti la sola navigazione della nave costa 200.000 euro al giorno con un impiego di quasi 900 militari. Durante la permanenza ad Haiti (anzi, a Santo Domingo, dove era attraccata) ha assistito 100 pazienti. Ma come, lo stesso denaro non sarebbe potuto essere destinato ad altri interventi più efficaci? (es. aerei cargo, ospedali da campo con invio di medici anzichè militari, ecc...). In realtà "si è trattato di un'operazione Italia-Brasile con finalità di cooperazione militare, di grandi investimenti industriali, di marketing", sostiene la Ong InterSOS. Infatti il Brasile è interessato all'acquisto di una nave identica alla Cavour e ha così potuto vederla in azione. Con buona pace dei bambini haitiani che a giudizio dell'on. La Russa, ministro della difesa, hanno ricevuto notevole supporto dalla portaerei. Ma i bambini di Haiti hanno davvero bisogno di una nave che costa 1300 milioni di euro ???-.
I dati di quei giorni, parlano di “oltre” 100 assistiti, di “oltre” 300 prestazioni mediche effettuate e di 150 pazienti soccorsi o evacuati.
Che senso ha spendere oltre 11 milioni di euro in questo modo?
Analogo dubbio mi assale leggendo sulla finanziaria di uno stanziamento di 13,5 miliardi di euro per acquistare 131 cacciabombardieri di nuova generazione F35.
Con gli stessi soldi si potrebbe intervenire sulla scuola, che è invece oggetto di tagli, si potrebbero costruire 3000 nuovi asili, si potrebbero risolvere i problemi dei treni per i pendolari, si potrebbe dare, in poche parole, una prospettiva di speranza ai tanti che stanno faticando nel nostro paese in questo momento.
Ho letto quest’estate che Action Aid, un’organizzazione che combatte contro la fame nel mondo e si batte per i diritti degli ultimi, ha lanciato un grido di allarme per il disimpegno dell’Italia sul sostegno alla lotta alla povertà.
Denuncia il venir meno del nostro Paese agli obiettivi sanciti nel 2000 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Impegni che tra l'altro prevedono il dimezzamento del numero di persone che soffrono la fame e che vivono con meno di 1 dollaro al giorno; il diritto alla scuola per tutti i bambini; la riduzione di 3/4 del tasso di mortalità infantile rispetto al 1990; l'arginamento del dilagare dell'Aids; il dimezzamento del numero di persone che non ha accesso all'acqua; l'accesso ai farmaci.
A poco meno di cinque anni dagli obiettivi fissati (2015), il nostro Paese rischia di presentarsi nel gruppo delle nazioni più inadempienti.
Si trova infatti in classifica dopo Grecia, Portogallo, Malta e Cipro, avendo messo a disposizione della cooperazione per lo sviluppo solo lo 0,16% del Pil, a fronte della media europea che è dello 0,44% e dopo il drammatico taglio del 56% avvenuto nel 2009 rispetto all'anno precedente.
Non sono necessari commenti, bisogna invertire la strada, e per poterlo fare serve innanzi tutto la consapevolezza di tutti.
Ad eccezione di alcuni istanti prodigiosi, l’amare il proprio lavoro, diceva Primo Levi
ne “La Chiave a Stella”, è la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra.
E’ nel fare che l’uomo si realizza, diceva lo scrittore torinese scomparso.
La nostra vita ha molti ambiti in cui si esprime e si realizza, ma quando si parla di mancanza o di perdita del lavoro, pesante è il dramma economico dell’assenza di reddito,il dramma sociale dell’emarginazione - reale o percepita - dalla comunità, profondo è il dramma personale di chi, appunto, non vede una luce attorno a sé.
Per questo l’allarme che l’Istat lancia incessantemente dal 2009, quasi una colonna sonora del nostro vivere quotidiano, non va ascoltato distrattamente.
L’Istat ci dice che il tasso nazionale di disoccupazione è pari all’8,4%, mezzo punto in più rispetto al 2009, e soprattutto che il tasso di disoccupazione giovanile è al 26,8%.
Un giovane su quattro è senza lavoro. Un bollettino pesantissimo, e per difetto; visto che non tiene conto di chi un lavoro non ce l’ha, ma ha perso ogni speranza e non lo cerca neppure più.
In azienda, in fabbrica, il ricorso alla cassa integrazione scombussola ritmi e abitudini tagliando i redditi – in alcuni casi anche per più anni - e consumando l’attaccamento alla propria professionalità, che è il fondamento di tanti successi delle nostre aziende.
Nei primi otto mesi del 2010 sono state autorizzate 826,4 milioni di ore di Cig con una crescita del 60,5% rispetto al periodo gennaio-agosto 2009.
Anche Cuneo, pur con una forte presenza di piccole imprese e imprese familiari, che, con grandissimi sacrifici, hanno sostanzialmente tenuto, ha fatto registrare un aumento delle fermate produttive del 22%. Molte fabbriche hanno richiesto la cassa integrazione straordinaria dopo aver esaurito quella ordinaria come la Cdm di Verzuolo, Neograf di Moretta, Caseificio Reale e Monetti a Racconigi, Prato e New Tecno a Sommariva Bosco.
In questa situazione qualsiasi Governo, anche di centrodestra - e lo dimostra il caso francese – avrebbe messola questione del lavoro e delle imprese in cima alla sua agenda.
Il nostro Presidente del Consiglio continua invece ad essere preso dalle sue questioni personali e giudiziarie, impegnando il Governo ed il Parlamento con il processo breve, poi con quello lungo, poi con lo scudo processuale, il lodo Alfano e via continuando.
Il Governo ha profuso enormi energie per difendere il Premier dalla giustizia, invece di riformare la giustizia, come peraltro, cittadini ed imprese da tempo chiedono.
E tutto questo alla ricerca di una impunità tombale per se e per i suoi processi.
Berlusconi promette ogni giorno la nomina di un Ministro importantissimo come quello dello Sviluppo Economico, che manca ormai dal maggio scorso.
E nei cinque punti su cui il Cavaliere ha deciso di giocarsi la sopravvivenza, con il voto di fiducia - Fisco, Federalismo, Mezzogiorno, Sicurezza e Giustizia - non c’è traccia di come affrontare la crisi economica che stiamo vivendo.
Bene ha fatto il PD nei giorni scorsi a rimettere al centro della sua azione le questioni del lavoro, dei giovani e dell’innovazione. E’ su questo terreno che si affronta l’oggi e si imposta il domani. Quel domani a cui i giovani chiedono opportunità e possibilità, a partire dal lavoro e dall’occupazione.
La felicità e la realizzazione delle nostre vite non si esauriscono nel lavoro, ma trovano in esso mattoni importanti per poterle costruire.
L’ex segretario del Pd Walter Veltronista agitando le acque del partito con la sua presa di posizione sullo stato di salute del partito , e se il governo non dovesse resistere malgrado le assicurazioni del cavaliere (“reggo fino al 2013”), in vista delle elezioni che potrebbero svolgersi nei prossimi mesi propone un percorso che fa discutere . Anche il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, ha tirato un sasso nello stagno della possibile competizione con il peso che gli viene riconosciuto innanzitutto al Nord.Si tratta di due posizioni distinte. Veltroni chiama in causa una personalità esterna al partito. Evoca una figura della società civile.
Secondo i giornali combattuti tra enfasi eironia, un papa nero. Chiamparino invece chiede primarie aperte , all’interno di un discorso più ampio sull’identità del partito. E ormai in modo esplicito ha anche detto di poter scendere in campo personalmente.
Se proviamo ad esaminare le due proposte, depurandole per un momento dei loro corollari interni, vale a dire la costituzione di correnti più o meno organizzate, si può osservare che l’ipotesi Veltroni potrebbeanche essere percorsa, ma non in modo aprioristico o astratto.
Se esistesse un nome, una personalità che potesse essere in grado di farci vincere le elezioni , un nuovo Prodi insomma .
Se si trattasse di un fuoriclasse, se avessimounMaradona, probabilmente lo stesso Bersani sarebbe pronto a riconoscerlo e a fare un passo indietro. Non si tratterebbe in questi termini di una candidatura contro il Segretario del Pd che ha vinto il congresso ele primarie del partito, è bene ricordarlo,meno di un anno fa.
Viceversa un’ipotesi generica, un ballon d’essai, servirebbesoltanto a lacerarci, e come dice bene Bersani a portarci la palla nella nostra metà campo,se non addirittura a tirarla nella nostra porta.
In sintesi: Veltroni ci dica chi ha in mente e ne discutiamo. Non mi convince invece l’ipotesi Chiamparino che, intenzionalmente o no, sfocia in un referendum sul nostro segretario. Il nostro regolamento lo dice chiaramente: il leader del partito è il candidato naturale alle primarie di coalizione per le elezioni politiche. Chiedergli di ritirarsi per favorire un’altra figura del Pd e come chiedergli di dimettersi. Schierargli contro altri candidati del suo stesso partito significa esibire non tanto un’apertura che il nostro partito ha già dimostrato ripetutamente nei fatti, chiamando gli iscritti, gli elettori e i simpatizzanti ad esprimersi sul leader, ma una conta interna utile soltanto aqualche capobastone.
Credo sia il momento di pensare al Paese e di chiudere la fase delle continue conteinterne . Lo dobbiamo a coloro che nonostante tutto continuano a credere nella possibilità di un paese migliore e continuano a credere in noi per renderlo possibile .
In realtà bisognerebbe dire che, dopo tanto tuonare e negare che tuoni, arrivò la tempesta .
In questi mesi, dopo che la Presidente Gancia prima stava valutando, poiaffermava che “i giovani hanno fiato , gambe ed energia per raggiungere Torino “, l’Assessore Lauria ed il Presidente Doglianitranquillizzavano sull’impegno della Provincia al mantenimento del servizio, l’AssessoreViscusidiceva che l’avrebbero solo riorganizzato e poi che non si sapeva se c’erano le risorse, tutti avevamo capito che, nella confusione, stava però prendendo corpo anche su questo tema , quello che sembra essere lo sport di questa stagione del nuovo corso della Lega digoverno: il“ taglio”,in questo caso, del servizio di sportello universitario della Provincia di Cuneo .
Per questo ci eravamo mossi come gruppo PD-Impegno Civico per evitarne la chiusura , per evitare che un servizio importante per tantissimi giovani fosse soppresso, ma non c’è stato niente da fare: il 2 agosto la Giunta ha deliberato, dal primo ottobre lo sportello è chiuso .
Le motivazioni sono risibili: non si possono più usare gli autisti , non ci sono più le risorse , non è competenza della Provincia , c’è il blocco del turn-over ealtre considerazioni .
La verità è che i tanto annunciati arrivi di risorse che con la Leganord al potere avremmo avuto ,punto forte della campagna elettorale, non ci sono stati enon ci saranno .
Il tanto decantato federalismo continua ad essere una aspirazione ed una speranza; in compenso i nostri attuali governanti hanno gettato dalla finestra 3 miliardi di euro per Alitalia , miliardi per Roma capitale per Catania per La Maddalenaper i rifiuti della Campania. Hanno distribuito soldi per i decoder televisivi, hannopagato le multe per le quote latte e hannoabolito l’ICI per i grandi patrimoni , cosi da aiutare i nostri poveri ricchi .
Scelte tanto discutibili hanno però messoin difficoltà i conti dello Stato e quindi siè resanecessaria una finanziaria lacrime e sangue , che taglia i trasferimenti a Regioni , Province e Comuni costringendolia tagliare i servizi .
E la Presidente della nostra Provincia, sfidando il senso del ridicolo , ci spiega che i giovani hanno fiato, gambe ed energia per risolversi il problema .
Credo tutto questo si commenti da solo !
Ci chiediamo solo quale sarà il prossimo ambito di intervento: si parla di riduzione di posti letto in ospedale e di ulteriori tagli alla scuola .
Intanto il Governo, nella recente finanziaria, ha stanziato 20 milioni di euro per consentire esperienze di conoscenza della vita militare a gruppi di giovani per alcuni giorni ,ha fatto scorta di cacciabombardieri e, contestualmente ,ha ridotto le risorse per la sicurezza e al settore sociale .
Negli stessi giorni la Regione sempre a guida leghista ha tagliato risorse ai Consorzi socio-assistenziali .
La Presidente, dal canto suo, ci conferma checondivide le scelte della finanziariae che nel suo agire si ispira ad Einaudi . L’altro giorno Cota ci ha spiegato che Cavour era federalista .
A parte che la storia chiederebbe un minimo di rispetto , credo che più d’uno,in questa stagione , a sentire tanta arroganza e tanta approssimazione , sistiano rivoltando nelle tombe!
Serve una stagione di grande impegno per evitare, almeno, che ci spieghino che i danniche stanno facendo, li stanno facendo per il nostro bene, e perevitare che possano continuare a farli .
Lettera a tutti coloro che hanno e sentonoresponsabilità nel comparto “moscato”
Come tanti, ho letto e scambiato in questi giorni valutazioni e considerazioni , sulla situazione che si sta venendo a creare relativamente all’accordo che ancora non c’è, per il comparto moscato .
Negli anni passati si sono ricercate e costruite soluzioni trovate, a volte, anche all’ultimominuto e con maratone conclusesi a notte fondadopo decine di ore di trattative, ma si è sempre raggiunto l’accordo!
Credo sia necessario che nessuno degli attori in gioco perda di vista la posta in palio : 10 mila ettari di vigneto , oltre 6000 aziende viticole coinvolte , quasi 15 mila addettie un giro d’affari stratosferico , che ha tenuto anche in questa situazione di crisi .
Sento nell’aria la voglia di prove muscolari , senza più regole e sul libero mercato; questo tipo di pulsioni è sempre stato foriero di soluzioni disastrose , soprattutto considerando che, nel comparto vitivinicolo, questo è l’unico segmento che in questi anni ha garantito reddito e possibilità di sviluppo e di programmazione .
Trovare le vie di incontro delle persone e degli interessi è sempre un lavoro faticoso , molte volte ingrato e non percepito nella sua importanza , ma necessario , se si hanno a cuore i destini di un prodotto e del suo territorio .
Le maratone finali, in Regione o alla sede del Consorzio , dalle quali scaturiva l’accordo , erano sempre l’atto finale di un lavoro di preparazione che durava settimane fatto di telefonate , incontri , confronti bilaterali che mettevano a fuoco le esigenze , i punti di vista , la componibilità delle posizioni e costruivano le premesse di quella che poi sarebbe poi stata l’intesa finale .
L’aver potuto contribuire a questa costruzione negli ultimi cinque anni è stata per me una esperienza entusiasmante .
Credo di poter dire , che non è stato tempo perso;per me che ero uomo di pianura tra l’altroè stata una straordinaria occasione di conoscerepersone eproblematichedi un settore che non è facile da capire e da seguire , ma che è straordinarioper le persone , per il territorio eper i numeri che rappresenta.
Auguro ad un comparto , quello del moscato per Asti e per Moscato d’Asti , di non gettare alle ortiche la consapevolezza , maturata negli anni ,della utilità di camminare insieme , facendo , come si dice , “sistema “, nella convinzione che questa strada è certo faticosa , certo da innovare , certo da migliorare continuamente , ma non da abbandonare per vedere come funziona senza .
Credo sia un rischio che non convenga a nessuno nel settore , sicuramente non conviene alla parte agricolae non conviene al territorio .
Il ministro BRAMBILLA mette ai vertici dell'Aci tre manager che si sono fatti da soli.
Uno è il suo fidanzato, il secondo è il figlio di La Russa e il terzo è il pargolo del consulente berlusconiano Bruno Ermolli.
Trovare lavoro ai giovani e valorizzare i loro talenti è una missione nobile e importante: basta con questo Paese dominato dagli ultrasettantenni. E nessuno meglio di Maria Vittoria Brambilla - una vita a sgambettare nelle discoteche prima di diventare misteriosamente ministro - è consapevole dell'esigenza di un ricambio generazionale in questo Paese.
Avendo preso molto sul serio questo suo impegno, la signora Brambilla ha appena trovato lavoro a due giovani - non ragazzini, ma insomma under 40 - molto bravi e promettenti. Uno si chiama Massimiliano, ha 38 anni ed è un simpatico ragazzo che...
ama le camicie rose e le cravatte azzurre, già noto negli ambienti accademici internazionali per essere stato fidanzato con Cristina Dal Basso del Grande Fratello, accanto alla quale è apparsa sulle pagine del settimanale "Chi".
Da qualche settimana , l'ottimo Massimiliano è commissario straordinario dell'Aci, l'umile lavoro che gli ha appunto trovato la signora Brambilla , nella sua qualità di ministro del Turismo. Si ignora al momento l'entità della sua retribuzione ma si ha motivo di ritenere che Massimiliano non avrà il problema di arrivare a fine mese.
Del tutto casuale, ovviamente, il fatto che Massimiliano sia figlio dell'imprenditore Bruno Ermolli, uno degli imprenditori italiani più potenti e vicini a Berlusconi, che da anni ricopre cariche di ogni tipo a Mediaset e in Mondadori, oltre ad avere le mani in pasta in tutti i business pubblici-privati italiani (dalla vendita di Alitalia all'Expò di Milano, dalla Scala alla Bocconi).
Siccome tuttavia si sa che ai giovani piace stare insieme, la Brambilla ha pensato che sarebbe stato crudele lasciare il giovane Ermolli da solo all'Aci.
Ecco che allora nella squadra del giovane neocommissario il ministro ha subito inserito anche un altro ragazzo di ottime speranze, tale Geronimo, un trentenne che ha in comune con Ermolli junior la passione per le ragazze uscite dal Grande Fratello (è finito suoi giornali di gossip insieme a Vanessa Ravizza) e più di recente è stato fidanzato con la bionda di ottima famiglia Micol Sabbadini.
Già frequentatore dei locali di corso Como e dintorni (parliamo sempre di Milano, naturalmente) il giovane Geronimo è un grande amante del mare e poco tempo fa ha rilasciato una pensosa intervista spiegando che la sua nuova barca «ha il teak esteso sia nella spiaggetta sia dentro il pagliolato», e lui «ha scelto personalmente il logo sullo scafo». A Geronimo, che è un ragazzo dai valori semplici, piace però soprattutto frequentare gli amici: in particolare Paolo, Barbara, Giovanni e Francesca, che di cognome fanno rispettivamente Ligresti, Berlusconi, Tremonti e Versace. Ah, anche Geronimo in effetti avrebbe un papà piuttosto famoso e potente - al momento fa in ministro della Difesa e si chiama Ignazio La Russa - ma sarebbe ovviamente una calunnia comunista affermare che questo abbia qualcosa a che fare con la sua nomina all'Aci.
Anzi, c'è la certezza assoluta che Brambilla abbia scelto i nuovi boiardi solo con criteri meritocratici, basandosi sulle competenze e non sulla parentele. E questo perché Brambilla è una che prima di nominare qualcuno vuole conoscerlo bene, molto bene. Talvolta benissimo.
Non si spiega altrimenti perché accanto a Massimiliano e Geronimo il terzo nome elevato nella nuova governance dell'Aci sia quello di di Eros Maggioni, 42 anni ottimamente portati, odontotecnico e piccolo imprenditore di Calolziocorte, in provincia di Lecco. Amante dell'equitazione, uomo dal carattere schivo che raramente si fa vedere fuori da Calolzio, è il fidanzato della Brambilla da 19 anni.
Mi è capitato in queste settimane sentire richiamare, in molte occasioni, la necessità di procedere in tanti settori alla sburocratizzazione della nostra vita e della nostra attività economica, per liberarne energie e potenzialità. Tra i settori in cui questo è assolutamente necessario vi è il comparto vitivinicolo.
Il giorno 10 luglio a Neviglie nel corso del convegno “L’applicazione del Piano dei Controlli: quali criticità? Quali vantaggi? Opinioni a confronto”, veniva affrontato il tema e data lettura del comunicato di scuse per l’assenza dell’Assessore Sacchetto. In questa lettera l’Assessore concludeva affermando che ora con la “loro” gestione regionale, in questo settore, “loro” avrebbero provveduto a semplificare, a ridurre il numero dei controlli e, conseguentemente, a ridurre i costi.
Riguardo a dette affermazioni e al fatto che (mi è stato riportato), che in numerosi incontri realizzati dalla Lega Nord nel periodo elettorale, molti esponenti di questo partito avevano attribuito la colpa della complessità burocratica alla Regione e, nello specifico, alla impostazione data dal sottoscritto in qualità di allora Assessore all’Agricoltura della Regione, tengo a precisare:
1) il Piano dei Controlli risponde a regole uniche nazionali cui devono attenersi tutte le D.O. e gli Organismi di controllo;
2) i regolamenti sono stati approvati dal Ministero all’Agricoltura, negli ultimi anni fino ai mesi passati, con una impostazione fortemente osteggiata e contrastata dal sottoscritto e dalla Regione Piemonte su molti aspetti tra cui:
- la percentuale minima dei controlli che è eccessiva
- la rigidità del piano e delle regole che sono state scritte pensando unicamente a dover garantire una continuità (nei controlli) all’ esperienza dei Consorzi di Tutela, senza voler invece prendere in considerazione la possibilità di aprirsi ad esperienze più semplici e quindi meno costose
- l’ unicità del Piano nelle mani di un unico soggetto responsabile di tutto il procedimento, escludendo la possibilità di tenere fuori dallo stesso, i controlli che già facevano strutture pubbliche e che potevano semplicemente mettere a disposizione.
Nel rifiutare molte nostre proposte ci fu detto che Bruxelles non permetteva altra riduzione o semplificazione; onestamente abbiamo allora sperato di poter in seguito migliorare la situazione nella definizione dei singoli regolamenti attuativi e di dettaglio. Ricordo tra l’altro che il tentativo, fatto a suo tempo dalla Regione, di darsi norme semplificate sui controlli riducendoli alla sola certificazione quantitativa (legando il numero di bottiglie producibili alla superficie coltivata) e lasciando alle Commissioni Camerali e alla responsabilità dei produttori le verifiche qualitative, fu impugnato dal Ministero e da Federdoc (l’Unione nazionale dei Consorzi di Tutela), e, purtroppo, il Tar Lazio diede loro ragione, sostenendo che questa era ed è materia di esclusiva competenza nazionale.
Personalmente, ho cercato di mettere sempre il massimo impegno per semplificare le procedute e gli impianti normativi, ma nei fatti e non a parole o con la demagogia. La Lega Nord, tra l’altro, attraverso un suo esponente di spicco, l’allora Ministro Zaia, è anche responsabile dell’inserimento in domanda unica dei contributi statali di sostegno alle assicurazioni per la grandine: ciò che prima lo Stato versava direttamente ai Condifesa come concorso alla copertura dei costi; oggi le singole aziende lo devono pagare e poi lo riceveranno, dopo una domanda PAC o OCM, come contributo, e tutto questo ovviamente in nome della semplificazione burocratica!
Alla luce di queste considerazioni, e di altre che si potrebbero ancora esprimere, continuare a sostenere di voler semplificare a livello regionale il Piano dei Controlli, un sistema su cui la Regione non ha alcuna potestà normativa, suona, oltre che velleitario, anche beffardo. Soprattutto perché queste affermazioni, in passato e ancora oggi, vengono esternate da esponenti della Lega Nord, partito che per due anni ha avuto la gestione del Ministero e che quindi avrebbe in quella sede avuto l’oggettiva possibilità di operare e di incidere per determinare scelte diverse.
Rimango assolutamente convinto, per le nostre produzioni, della necessità di tutelare le D.O. attraverso i Piani dei Controlli, che certamente devono essere semplificati, ma attraverso scelte e fatti concreti, non banalmente e demagogicamente solo con parole e affermazioni prive di contenuto reale. Se questo succederà non sarà sicuramente perché in Regione adesso c’è la Lega Nord, ma magari perché al Ministero, grazie al cielo, non c’è più!
Leggo sempre con interesse le dichiarazioni della Presidente della ProvinciaGianna Gancia, in quanto espressione di quella capacità , tutta leghista , di annunciare un obiettivo e di realizzare nei fatti altro ,senza sentire il minimo disagio .
Condivido lerivendicazioni di maggior attenzione ad un approccio federalista , sia nelle norme siasulle risorse , ma mi chiedo,echiedo alla Presidente se non sia la Lega , il partitodi cui lei rivendica con orgoglio l’appartenenza , che sta governando in questo paesequasi ininterrottamente dal 2001 , e peraltro con maggioranze molto forti , che ha contribuito a disegnare il paese in cui viviamo? Dopo quasi dieci anni di governocontinuare a dire che è colpa di chi era prima , non convince più nessuno.
Le chiedo se non sia anche con i voti della Lega che in questa finanziaria vengono colpiti tutti i comuni , indistintamente rispetto a virtù e conti , facendo però eccezione per Roma ?
Le chiedo che senso abbia in un ottica federalista varare, come si è fatto qualche mese fa , un piano di interventidi riassetto idrogeologico facendolo governare da commissari nazionali e noninvece coinvolgere gli Enti Locali? Le chiedo, in un ottica di trasferimento di competenze alle Regioni, che senso abbia concentrare i tagli di spesa sui trasferimenti agli Enti Locali e non invece avviare una seria revisione dei faraonici costi ministeriali ? Forse che “Roma ladrona” vale solo quandosi è sul territorio e poi invece a Roma prevalgono le logiche di potere e di convenienza?
Alcune considerazioni che Lei esprime sono sicuramente condivisibili , ma non si possono fare troppe parti in commedia! Lei ha forti collegamenti con il Governoin carica da anni , ecredo che tutti dal Governo ci aspettiamo risposte concrete e tangibili ai problemi del territorio .Siamo davvero stufi di assistere soltanto a giochi delle parti , che portano visibilità , a volte voti , ma lasciano , purtroppo , le cose come stanno .
Dopo settimane di tira e molla e annunci di riduzione degli assessorati , di superassessori e di riduzione dei costi della politica, la provincia ha partorito il topolino : di fatto tutto come prima !
La Lega continua la sua marcia continuando ad annunciare future cose splendide tutte riassunte nel mito del federalismo , ma continua ad esprimere nel concreto una totale incapacità di affrontare e gestire i problemi e le esigenze del territorio .
La Provincia di Cuneo che un anno fa aveva decine di progetti in attesa di istruttoria per quanto concerne l’idroelettrico , se possibile ha peggiorato la situazione aumentando l’arretrato , e per quanto concerne le domande di contributo per gli investimenti delle aziende agricole , di questo passo completerà le istruttorie non alla meta di quest’anno come era previsto ma se vabene entro l’anno prossimo .
Le spese correnti e l’indebitamento aumentano e gli investimenti calano , l’esatto contrario delle gestioni virtuose ! E dire che gli annunci parlavano di efficienza e razionalizzazione e non sono ancora arrivati i tagli previsti dalla finanziaria nazionale che la Presidente Gancia ritiene giusti e condivisibili!
La settimana prossima ci magnificheranno le splendide qualità della nuova Giunta , intanto credo che mai in Provincia di Cuneo si sia assistito a tanto immobilismo e tanta mancanza di idee e di progetti . Speriamo sempre in tempi migliori , per un territorio che ha grandi potenzialità , ma che in questa stagionecontinua a dover camminare senza la Provinciaed in alcuni casi nonostante la Provincia .
La Corte di Cassazione blocca e rinvia il Nucleare
Nonostante Cota abbia ritirato il Ricorso del Piemonte , la Corte Costituzionale ha accolto quello di altre Regioni ricorrenti e ha cassato quella norma assurda che spianava la strada al nucleare imposto ai territori dallo Stato , il federalista Cota per obbedienza agli interessi centrali del federalissimo partito del...la Lega aveva obbedito.... ringraziando altri ci hanno messo una pezza ,.... nei prossimi giorni seguiremo la vicenda per ora grande soddisfazione .....................
In questi anni abbiamo parlatodel conflitto di interessi- che esiste peraltro grande come una casa - ma siamo stati percepiti in moltissimi casi come animosi agitatori di un qualcosa di virtuale e teorico ; questa vicenda lo rende tangibilmente concreto e pratico .
Almeno 220 milioni di euro: è questa la cifra, interessi esclusi, che Mediaset dovrà restituire per gli “aiuti di Stato che le sono stati concessi illegittimamente” dal governo. Lo stabilisce una sentenza di primo grado della Corte di Giustizia europea, che conferma una decisione già presa dalla Commissione Ue nel 2007, contro cui Mediaset aveva fatto ricorso. Un ricorso che ieri, da Lussemburgo, è stato respinto “in toto”.
Ecco i fatti: durante il passaggio al digitale terrestre, iniziato in Italia nel 2001 e che si completerà nel 2012, il secondo governo Berlusconi ha stanziato nella Finanziaria 2004 un contributo (a carico dello Stato) di 150 euro per ogni utente che avesse acquistato un apparecchio per la ricezione di segnali televisivi digitali terrestri. Lo stesso aiuto viene confermato nella Finanziaria 2005, con un importo però ridotto a 70 euro. La Commissione Europea , per violazione del principio della neutralità tecnologica , del digitale terrestre nei confronti del satellite , impose all’Italia di recuperare il contributo .
Il Governo Prodinel 2007,avviòil percorso per il recupero , contro cui ricorse Mediaset.
Oggi la sentenza dice che il governo Prodi agì correttamente e che il Governo Berlusconi , in contrasto con le normative di mercato , intervenne alterandone gli equilibri .
Ho letto con piacere, nei giorni scorsi, su parecchi organi di comunicazione e di informazione, quanto diramato dall’ufficio stampa dell’Assessore regionale Sacchetto, relativamente alla scelta da lui operata di rinunciare alla “auto blu” e quindi di viaggiare con la propria auto per le attività istituzionali. Non posso che plaudire a detta scelta che tra l’altro da continuità alla scelta da me avviata, e mantenuta per tutti e cinque gli anni, all’Assessorato all’Agricoltura, di viaggiare anche per tutte le attività istituzionali con la mia auto. A conti fatti, nella mia esperienza di Assessore regionale questa decisione ha portato, pur con tutta la fatica, nel mandato di cinque anni, ad un risparmio per le casse regionali di oltre 500.000 euro. Sono ovviamente contento che anche il nuovo Assessore abbia scelto di dare continuità a questa scelta che nel suo piccolo rappresenta un contributo alla riduzione dei costi della politica.
Bella festaquella del4 giugno dopo lavicenda elettorale , anche se non si è conclusa come avevamo pensato e come avremmo voluto.
Unaoccasione di una nuova partenza per costruire anche nella nostra provincia una prospettiva diversa e una alternativa politica e amministrativa credibile e affidabile .
Nell’intervento di saluto ho voluto esprimere il mio grazie a tutti di esserci inquesto momento di festa insieme,il mio grazie per lapresenza , la vicinanza e l’affetto . Ho riflettuto molto nelle scorse settimane sul significato di una festa in occasione di una sconfitta elettorale e questo , insieme all’attesa di una stagione di tempo più estivo , è stato uno dei motiviper cuiabbiamo fatto la festa solodue mesi dopo le elezioni .
Eranecessario questo momento, per esprimerea tutti coloro che in questa vicenda elettorale , iniziata in qualche modo oltre un anno fa con le provinciali , hanno creduto e ci hanno messo energie e impegno,che hanno voluto sostenere insieme al PD anche la mia candidatura la mia più grande gratitudine .
Ho voluto esprimere il mio grazie anche a tutti coloro che avrebbero voluto ma non hanno potuto partecipare alla seratae ai collaboratori che hanno condiviso con me questa avventura in Regione negli ultimi cinque anni .
Ho pensato fosse importante dirci che , se per un verso si conclude e si completa una fase , quella elettorale , in realtà ne inizia una nuova , che affonda le radici nel lavoro fatto sin qui , nella convinzione che , come diceva bene Frere Roger di Taizè “la vita è passare da un inizio ad un nuovo inizio …”, e questo ogni giorno .
In questi anni ho cercato di interpretare un’idea di politica che rendesse evidente la possibilità di una diversitàdi stile , all’insegna della sobrietà , della semplicità, dellaaccessibilità , daglistereotipi eluoghi comuni che purtroppo nell’immaginario collettivo troppo sovente si legano all’idea stessa dipolitica e di amministrazione .
La sconfitta elettorale ha tante motivazioni,che non è qui ora l’occasione per approfondire , ma tra questesicuramente hanno pesato i comportamenti di molti nostri “leader illuminati” o pseudotali che queste cose le hanno dimenticate, e su questo ci sarà nei prossimi mesi di che ragionare .
Un’ultima considerazione ....nella Assemblea del 22 maggio a Roma , Bersani ha detto una cosa molto bella alla plateaPD : “ …troviamoci cercando l’Italia …….se metteremo al centro e cercheremo di costruire insieme la soluzione ai problemi delle persone , delle famiglie e delle comunità intorno a noi , ritroveremo noi stessie la strada del PD ……..” io credo siaprofondamente vero e se ,come dicono quei bellissimi versi del poeta irlandese Yeitzcitati da Pat Cox, ex presidente del Parlamento Europeo , nel suo discorso di insediamento -“Ho steso i miei sogni sotto i tuoi piedi , cammina leggero perché cammini sui miei sogni ..” – sapremo farlo con la grazia , la delicatezza ed il rispetto verso le persone che questi versi ci suggeriscono , allora si puòaprire innanzi a noiuna strada fruttuosa.
A settembre si riparte e credo vi sia un’esigenza di mettere in rete tutte le esperienze e le persone che a questa idea di politica credono e sono disponibili ad un impegno , siamo tanti , ma a volte ci sentiamo soli, e soli siamo più fragili e più deboli , insieme potremo offrirea questa nostra comunità e a questa nostra terra una alternativa credibile e affidabile .
Ancora grazie a tutti , scusate la disorganicità e che la festa continui .
Che senso ha dire che …. «La nuova normativa sulle intercettazioni non pregiudica per nulla le attività investigative nei confronti della criminalità organizzata. Non c'è nessun ostacolo, dal mio punto di vista io sono tranquillo»…. così come ha detto il ministro dell'Interno Maroni . Come è stato già detto da molti innanzi tutto se i delitti sono di mafia lo si scopre alla fine delle investigazioni , e poi come purtroppo emerge dai fatti degli ultimi mesi , dalla “ cricca” e dai vcari comitati d’affari in giù … vi sono illegalità e reati che sono da perseguire con analoga energia .
Il danno alla collettività che hanno fatto sia dal punto di vista economico e sociale che culturale vicende come Parmalat o le questioni legate alla sanità in tante realtà , cosi come l'uso a fini privati di emergenze pubbliche ha un impatto sociale a dir poco devastante .
Se poi comeha detto il ministro della Giustizia Alfano”la norma era chiara, ma l'esecutore non l'ha applicata bene “ allora facciamola applicare senza fare questo disastro ……
Il fatto poi che la disciplina prevista dal ddl si applichi «anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge» è veramente una porcata , qualche miglioramento la prossima settimana sembra sarà apportato ma rimane un attacco gravissimoalla informazione ed in ultima analisi alla democrazia .
Vedremo i miglioramenti ma non escludiamo a priori la necessità anche su questo di dover adire a referendum.
Carissimi,ho rivisitato la veste grafica ed i contenuti del sito inserendo questa sezione “Blog” che ,unitamente alla sezione“Filo diretto”ealla paginaFacebook,vorrei diventassero una occasione di stimolo e di confronto per il lavoro in Regione e per la costruzione comune del PD sul nostro territorio .
Vi ringrazio sin d’ora per la vostra disponibilitàal confronto e per la schiettezza , che sono sempre un dono prezioso . A presto. Mino
"Saper attendere,
sapendo
allo stesso tempo
forzare le ore
di quella urgenza
che non permette attese."
Pedro Casaldàliga
"Non si può rinunciare
alla lotta
per cambiare ciò
che non va.
Il difficile, certo,
è stare in mezzo
alla mischia mantenendo
fermo un ideale e non
lasciandosi invischiare
negli aspetti più o
meno deteriori che vi
sono in ogni battaglia.
Ma alternative
non ne esistono."
Enrico Berlinguer
"Nella politica, come in
tutte le sfere
dell'attività umana,
occorre il tempo, la
pazienza, l'attesa del sole
e della pioggia,
il lungo preparare,
il persistente lavorio,
per poi, infine,
arrivare a raccoglierne
i frutti."
Luigi Sturzo
"Nella scrittura cinese,
la parola crisi
è composta
da due ideogrammi:
uno rappresenta il pericolo
e l'altro l'opportunità."