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Etichettatura obbligatoria degli alimenti: dalla Giunta una proposta di legge al Parlamento
La Giunta Regionale ha approvato una bozza di disegno di legge sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti alimentari, che verrà sottoposta al Consiglio Regionale e che, se approvata, diventerà una proposta di legge al Parlamento nazionale.
In seguito alle numerose sollecitazioni pervenute dal territorio e agli impegni recentemente assunti dalla Presidente Bresso e dall’Assessore Taricco negli incontri con le organizzazioni di categoria, la Regione Piemonte ha con molta sollecitudine elaborato un testo, che, in linea con le normative comunitarie e nazionali, richiede l’indicazione obbligatoria in etichetta della provenienza delle materie prime negli alimenti destinati al consumo umano, in un’ottica di trasparenza e corretta informazione nel rapporto tra produttore e consumatore.
Il disegno di legge si compone di cinque articoli:
L’articolo 1 sancisce in via generale l’obbligo di indicazione in etichetta del luogo di origine dei prodotti primari commercializzati tal quali o utilizzati come ingredienti per la fabbricazione di alimenti semplici o composti destinati al commercio o alla somministrazione
Nell’articolo 2 si rinvia a successivi provvedimenti attuativi che dovranno contenere le modalità di indicazione dell’origine per singoli prodotti alimentari.
Nell’articolo 3 si specificano le competenze ad effettuare i controlli in ordine al puntuale rispetto delle prescrizioni introdotte dal presente disegno di legge, con conseguente indicazione, all’articolo 4, della disciplina sanzionatoria in caso di loro violazione.
Infine, all’articolo 5 si prevede un periodo transitorio per consentire la commercializzazione dei prodotti già confezionati prima dell’entrata in vigore degli obblighi introdotti dal presente disegno di legge.
La rintracciabilità degli alimenti è un obbligo sancito dai regolamenti comunitari, e in linea con quanto disposto dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, come sostituito dal decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 181, secondo cui l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari non devono indurre in errore l’acquirente sulle caratteristiche del prodotto.
“Si tratta di esaltare valori positivi – spiega l’Assessore Mino Taricco - quali la qualità organolettica e nutrizionale, il rispetto dell’ambiente, la sicurezza dei prodotti agricoli che, in ultima analisi, sottendono e concorrono alla difesa degli interessi economici del made in Italy agro-alimentare e la tutela del diritto alla trasparenza dei consumatori.
Apporre sul prodotto alimentare un’etichetta contenente tutti i dati informativi circa la provenienza della materia prima agricola, infatti, risponde anche alla necessità di evidenziare l’origine territoriale del prodotto, legittima aspettativa dei produttori italiani che lamentano il diffuso utilizzo improprio delle indicazioni che si leggono su molte etichette e altrettanto legittima aspettativa dei consumatori a cui deve essere assicurata “la lealtà e la trasparenza” delle informazioni relative al prodotto da acquistare.
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