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Il prosciutto Crudo di Cuneo è DOP.Taricco: “Un riconoscimento atteso e di grande soddisfazione”
Il prosciutto “Crudo di Cuneo” è stato formalmente riconosciuto dalla Commissione Europea come DOP (denominazione di origine protetta). Va così ad aggiungersi alle altre 12 DOP piemontesi (9 formaggi, il riso di Baraggia, la Tinca gobba dorata e i salamini alla cacciatora), portandoli a 13. Il Crudo di Cuneo è stato oggetto nell’ultimo mese, insieme agli altri salumi piemontesi, di una campagna di promozione e valorizzazione sulla stampa, promossa dalla Regione in collaborazione con IMA Piemonte.
“ E’ con grande soddisfazione che apprendiamo la notizia – sottolinea l’Assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco – perché un altro importante prodotto della nostra tradizione agroalimentare e del nostro territorio riceve il più significativo riconoscimento comunitario. Il Crudo di Cuneo è espressione di una filiera tra le più rilevanti dell’area pedemontana cuneese e credo sia particolarmente importante che questo avvenga in un momento di difficoltà dei mercati, perché può dare nuovo ossigeno e nuova immagine a tali produzioni. In questo modo si amplia e si arricchisce il patrimonio delle nostre produzioni certificate, che costituiscono il fiore all’occhiello dell’agroalimentare piemontese .”
Il prosciutto denominato “ Crudo di Cuneo ”, interessa un’area di produzione comprendente le province di Cuneo, Asti e parte di quella di Torino (nell’area pedemontana del pinerolese e del carmagnolese) per un totale di 54 Comuni.
Il disciplinare di produzione prevede che vengano utilizzate solo cosce suine fresche, provenienti da animali di razze tradizionali nati, allevati e macellati nella zona di produzione, e alimentati in buona parte con cereali locali. Con un tempo di stagionatura minimo di 10 mesi e un peso compreso tra 7 e 10 Kg , il Crudo di Cuneo, tutelato dall’omonimo Consorzio, deve garantire la tracciabilità dell’intera filiera produttiva.
La zona interessata è fin dai tempi antichi legata alla storia della suinicoltura e della lavorazione dei prosciutti, con tracce risalenti al 1600, grazie alle caratteristiche climatiche non eccessivamente fredde d’inverno e afose d’estate, che conferiscono al prodotto le caratteristiche proprietà qualitative.
Le DOP piemontesi attualmente riconosciute sono: Bra, Castelmagno, Murazzano, Raschera, Robiola di Roccaverano, Toma Piemontese, Gorgonzola, Grana Padano, Taleggio; il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, la Tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino e i Salamini italiani alla Cacciatora.
La DOP è la più importante certificazione di valore europeo a protezione e valorizzazione dei prodotti tipici agroalimentari, per i quali l’intero processo produttivo, dalla coltivazione alla lavorazione e trasformazione, avviene esclusivamente in un territorio delimitato
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