BUROCRAZIA e SEMPLIFICAZIONE, FATTI e PAROLE
Mi è capitato in queste settimane sentire richiamare, in molte occasioni, la necessità di procedere in tanti settori alla sburocratizzazione della nostra vita e della nostra attività economica, per liberarne energie e potenzialità.
Tra i settori in cui questo è assolutamente necessario vi è il comparto vitivinicolo.
Il giorno 10 luglio a Neviglie nel corso del convegno “L’applicazione del Piano dei Controlli: quali criticità? Quali vantaggi? Opinioni a confronto”, veniva affrontato il tema e data lettura del comunicato di scuse per l’assenza dell’Assessore Sacchetto.
In questa lettera l’Assessore concludeva affermando che ora con la “loro” gestione regionale, in questo settore, “loro” avrebbero provveduto a semplificare, a ridurre il numero dei controlli e, conseguentemente, a ridurre i costi.
Riguardo a dette affermazioni e al fatto che (mi è stato riportato), che in numerosi incontri realizzati dalla Lega Nord nel periodo elettorale, molti esponenti di questo partito avevano attribuito la colpa della complessità burocratica alla Regione e, nello specifico, alla impostazione data dal sottoscritto in qualità di allora Assessore all’Agricoltura della Regione, tengo a precisare:
1) il Piano dei Controlli risponde a regole uniche nazionali cui devono attenersi tutte le D.O. e gli Organismi di controllo;
2) i regolamenti sono stati approvati dal Ministero all’Agricoltura, negli ultimi anni fino ai mesi passati, con una impostazione fortemente osteggiata e contrastata dal sottoscritto e dalla Regione Piemonte su molti aspetti tra cui:
- la percentuale minima dei controlli che è eccessiva
- la rigidità del piano e delle regole che sono state scritte pensando unicamente a dover garantire una continuità (nei controlli) all’ esperienza dei Consorzi di Tutela, senza voler invece prendere in considerazione la possibilità di aprirsi ad esperienze più semplici e quindi meno costose
- l’ unicità del Piano nelle mani di un unico soggetto responsabile di tutto il procedimento, escludendo la possibilità di tenere fuori dallo stesso, i controlli che già facevano strutture pubbliche e che potevano semplicemente mettere a disposizione.
Nel rifiutare molte nostre proposte ci fu detto che Bruxelles non permetteva altra riduzione o semplificazione; onestamente abbiamo allora sperato di poter in seguito migliorare la situazione nella definizione dei singoli regolamenti attuativi e di dettaglio.
Ricordo tra l’altro che il tentativo, fatto a suo tempo dalla Regione, di darsi norme semplificate sui controlli riducendoli alla sola certificazione quantitativa (legando il numero di bottiglie producibili alla superficie coltivata) e lasciando alle Commissioni Camerali e alla responsabilità dei produttori le verifiche qualitative, fu impugnato dal Ministero e da Federdoc (l’Unione nazionale dei Consorzi di Tutela), e, purtroppo, il Tar Lazio diede loro ragione, sostenendo che questa era ed è materia di esclusiva competenza nazionale.
Personalmente, ho cercato di mettere sempre il massimo impegno per semplificare le procedute e gli impianti normativi, ma nei fatti e non a parole o con la demagogia.
La Lega Nord, tra l’altro, attraverso un suo esponente di spicco, l’allora Ministro Zaia, è anche responsabile dell’inserimento in domanda unica dei contributi statali di sostegno alle assicurazioni per la grandine: ciò che prima lo Stato versava direttamente ai Condifesa come concorso alla copertura dei costi; oggi le singole aziende lo devono pagare e poi lo riceveranno, dopo una domanda PAC o OCM, come contributo, e tutto questo ovviamente in nome della semplificazione burocratica!
Alla luce di queste considerazioni, e di altre che si potrebbero ancora esprimere, continuare a sostenere di voler semplificare a livello regionale il Piano dei Controlli, un sistema su cui la Regione non ha alcuna potestà normativa, suona, oltre che velleitario, anche beffardo. Soprattutto perché queste affermazioni, in passato e ancora oggi, vengono esternate da esponenti della Lega Nord, partito che per due anni ha avuto la gestione del Ministero e che quindi avrebbe in quella sede avuto l’oggettiva possibilità di operare e di incidere per determinare scelte diverse.
Rimango assolutamente convinto, per le nostre produzioni, della necessità di tutelare le D.O. attraverso i Piani dei Controlli, che certamente devono essere semplificati, ma attraverso scelte e fatti concreti, non banalmente e demagogicamente solo con parole e affermazioni prive di contenuto reale. Se questo succederà non sarà sicuramente perché in Regione adesso c’è la Lega Nord, ma magari perché al Ministero, grazie al cielo, non c’è più!
Mino Taricco
