I vescovi liguri: «Valori non negoziabili Criterio-guida per il voto»

Importante presa di posizione dei Vescovi della Liguri con Mons. Bagnasco all'indomani della Prolusione che aveva fatto gridare alla indebita invasione di campo della Cei. . .. . .. . .. . .. . .. . .
25 marzo 2010 . . .. . .. . .. . .. . .. . .. . .. . .. . .. . .. . .. . .. . ...
Sono i «valori non negoziabili», da assumere «nel loro insieme», «il criterio guida per un sapiente discernimento» al momento del voto. Lo affermano i vescovi della Liguria in un comunicato pubblicato ieri in vista delle elezioni regionali. Comunicato che giunge il giorno dopo la prolusione con cui il presidente della Cei aveva aperto lunedì il Consiglio permanente e che sottolinea (né poteva essere diversamente) i medesimi concetti.

«Il criterio guida per un sapiente discernimento tra le diverse rappresentanze – si legge nel comunicato – è l’impegno programmatico, chiaramente assunto, di assicurare il pieno rispetto di quei valori che esprimono le esigenze fondamentali della persona umana e della sua dignità, valori che sono la condizione e il fondamento di una società veramente solidale». Questi valori sono esattamente gli stessi contenuti nella prolusione del cardinale Bagnasco e "guidati" dal valore prioritario della intangibilità della vita umana. «Si tratta – prosegue il testo del vescovi liguri – di valori chiaramente e ripetutamente ribaditi dal magistero conciliare, postconciliare e pontificio e che possono essere sinteticamente richiamati: fra tutti, il rispetto della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale; la tutela e il sostegno della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna; il diritto di libertà religiosa, la libertà della cultura e dell’educazione».

È questo il non negoziabile «fondamento» del «complesso indivisibile», come ha ribadito lunedì il cardinal Bagnasco, degli altri valori meritevoli di tutela, «e quindi il diritto al lavoro e alla casa; l’accoglienza degli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; la promozione della giustizia e della pace; la salvaguardia del creato».
Tali valori, sottolineano gli otto presuli che hanno firmato la nota, «non possono essere selezionati secondo la sensibilità personale, ma vanno assunti nella loro integralità».

Solo nel loro insieme, infatti, quegli stessi valori «esprimono una concezione dell’uomo, della comunità e del bene comune, che costituisce il centro della Dottrina Sociale della Chiesa, e rivelano quel collegamento tra etica della vita ed etica sociale che Papa Benedetto XVI ha più volte sottolineato». A tal proposito il comunicato riprende una frase della Caritas in Veritate. «Non può avere basi solide una società che - mentre afferma valori quali la dignità della persona, la giustizia e la pace - si contraddice radicalmente accettando e tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata».

Perciò il vescovi della Liguria confidano che «il tempo della Quaresima, così propizio per la conversione dei cuori, possa aiutare tutti a testimoniare la profonda ragionevolezza di questa concezione e a favorirne il riconoscimento condiviso».

Il comunicato contiene anche l’auspicio che si possa «favorire la riconciliazione degli animi, che appare sempre più urgente non solo a livello individuale e interpersonale, ma anche a livello collettivo e pubblico». Per questo la nota ricorda che «un’effettiva coesione tra i diversi componenti dell’intera comunità nazionale rappresenta la condizione imprescindibile per realizzare quel principio di solidarietà che deve animare la convivenza civile e orientare l’agire politico a servizio del bene comune». Un altro concetto in totale sintonia con la prolusione del cardinale Bagnasco.

Mimmo Muolo

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