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30/03/2010 GRAZIE, 10.116 VOLTE GRAZIE!
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QUOTE LATTE: SENTENZE DEL TAR LAZIO RESPINGONO I RICORSI DELLE AZIENDE FUORI QUOTA
Un primo punto fermo per la legalità

Si sono diffuse le prime notizie relative alle sentenze del TAR Lazio che avrebbero in gran parte respinto circa 30 ricorsi, avanzati da centinaia di aziende, che impugnavano le comunicazioni Agea (l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per il versamento e la rateizzazione del prelievo supplementare, in base alla legge n. 33 del 2009 sulle quote latte. In pratica, se confermate nei contenuti, le sentenze imporrebbero alle aziende fuori quota di procedere subito alla rateizzazione per il saldo delle “multe”.
I provvedimenti riguardano buona parte dei produttori piemontesi che hanno ricevuto l’intimazione (circa 250 aziende).

L’Assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco sottolinea: “E’ un primo passo importante per riportare il settore all’interno di un quadro minimo di rispetto delle regole. Pur non superando alcuni principi di forte sperequazione presenti nella legge 33/09 e nei criteri con cui è stata condotta la distribuzione delle quote aggiuntive ottenute da Bruxelles a fine 2008, le sentenze del TAR Lazio possono quanto meno costituire un punto fermo nella ricerca di un maggior equilibrio per il comparto, già caratterizzato da una forte crisi e da un calo di redditività.”

In Piemonte, infatti, sul totale delle aziende produttrici di latte (quasi 3000), solo un migliaio sono state destinatarie di nuove quote e, di queste, le prime cento sono state oggetto di assegnazione di quasi il 60% del totale delle quote, con una media per azienda di quasi 6000 quintali. Le ultime 750 aziende oggetto di assegnazione hanno diviso complessivamente soltanto il 20% delle quote, in alcuni casi con assegnazioni più simboliche che reali al di sotto di 0,5 quintali.
Del milione di quintali assegnato al Piemonte, il 75% dell’assegnato è andato a chi ha avuto l’intimazione che sono il 25% delle aziende
assegnatarie.

“Infine – conclude l’Assessore - la dotazione del fondo di garanzia, indicata in almeno 45 milioni di euro per il 2009 dalla legge 33 – che doveva essere una prima, minima contropartita per coloro che avevano investito nel rispetto delle norme - non è ancora dato sapere se e quando saranno disponibili.”