Mercedes Bresso e Mino Taricco hanno incontrato istituzioni e rappresentanti del mondo agricolo
Dopo cinque anni di lavoro per l'agricoltura e con l'agricoltura della nostra Regione, ed in particolare per la nostra provincia che ne rappresenta oltre il 40%, si è svolto giovedì 18 febbraio un momento di incontro, con oltre un centinaio di rappresentanti dei tanti settori e delle organizzazioni del mondo agricolo, per fare il punto sulle cose fatte e su quelle da fare per la nostra agricoltura. Era presente l’Assessore Regionale all’agricoltura Mino Taricco e con lui la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso . La Presidente Bresso prima di partire per Saragozza dove si svolgerà la riunione del Comitato delle Regioni, di cui è stata di recente eletta Presidente, ha tenuto a sottolineare come proprio presso questo importante organo dell’Unione Europea avrà la possibilità di farsi portavoce delle istanze del mondo agricolo perché «l’agricoltura rappresenta – ha aggiunto la Presidente – il fulcro e la forza del nostro continente e in questo momento l’Europa ha bisogno di una spinta per riprendere la via di uno sviluppo virtuoso: è questa non può che venire dalle realtà locali perché è qui che risiede la forza dell’Unione europea».
L’assessore Taricco, nel salutare il folto pubblico degli addetti ai lavori, ha tenuto a sottolineare il lavoro svolto nei cinque anni per riportare al centro dell’agenda politica della regione l’agricoltura che «rappresenta non solo una risorsa economica e un motore di sviluppo locale , ma anche una straordinaria leva per governare il territorio valorizzandone le correlazioni al fine di uno sviluppo integrale anche negli aspetti turistici, commerciali e sociali». Un cambio di visione e un lungo percorso che è stato possibile realizzare soprattutto grazie alla collaborazione di tutti nel settore cercando decisioni il più possibile condivise.
Taricco ha poi proseguito tratteggiando un quadro del suo operato e dell’assessorato negli ultimi cinque anni.
«Quello che abbiamo cercato di fare in questi cinque anni di governo dell’agricoltura piemontese – ha esordito l’Assessore regionale Mino Taricco, presentando il “bilancio” del suo mandato oggi a Cuneo – è pensare alle persone e alle aziende, cui le istituzioni devono dare risposte nel quadro delle regole in cui possono muoversi.
Vorrei affrontare subito un tema di grande attualità in questa crisi che ha colpito tutti i settori economici e tutti i territori. Quando la nostra Giunta si è insediata si è trovata ad affrontare uno scenario delicatissimo, quello dei pagamenti dei fondi UE. La Regione aveva scelto negli anni precedenti di dotarsi di un organismo pagatore regionale (OPR Finpiemonte) ma con requisiti che l’Unione Europea non riteneva adeguati.
Prendendo in mano la situazione, abbiamo creato Arpea , l’attuale organismo riconosciuto, e abbiamo affrontato la complessa macchina dei controlli e delle erogazioni, avviando a soluzione tra l’altro le problematiche connesse ai nuovi sistemi di fotogrammetria aerea oggi utilizzati per i controlli e la verifica delle superfici agricole. Dopo grandi difficoltà, ora sono felice di poter dire che la macchina funziona e che a fine 2009 siamo stati in grado di pagare alle aziende tutti i saldi del 2007 e 2008 e circa il 50% degli acconti 2009. Si tratta, in tre anni, di 1,2 miliardi di euro, che sono fisicamente stati versati alle aziende agricole ».
Passando ad analizzare i principali fronti di intervento in questi anni, Taricco ha sottolineato il cambiamento di scenario che si è registrato dal 2006 a oggi, da una fase in cui si riteneva che ci fosse sovrapproduzione di cibo e che portava molti a ritenere che l’agricoltura avrebbe dovuto riconvertirsi pesantemente (in quel contesto sono stati elaborati gli attuali PSR) ad una crisi violentissima che ha in molti casi capovolto gli equilibri mondiali.
«Credo che, in questo contesto così mutato, la nostra agricoltura abbia molti problemi strutturali su cui occorre intervenire: il ritardo nelle infrastrutture, in particolare quelle irrigue, cruciali per l’agricoltura, l’insufficiente capacità di trasformare e commercializzare sul territorio le materie prime prodotte da noi, la carenza di una valorizzazione unitaria e forte dei nostri prodotti di qualità.
Su questi fronti, in questi anni, siamo intervenuti mettendo in atto il più grande investimento nel settore irriguo sostenendo complessivamente investimenti che per i soli consorzi irrigui ammontano ad oltre 50 milioni di euro. Si è fatta manutenzione ordinaria e straordinaria di canali e opere irrigue, si sono realizzate piccole opere di cui beneficiano alcune produzioni locali e un fondo di rotazione che permette anche ai consorzi irrigui minori di attivare progetti .”
«Sul fronte della trasformazione e commercializzazione – ha proseguito Taricco – abbiamo già stanziato 50 milioni di euro su una specifica misura del PSR destinata all’agroindustria, a cui abbiamo affiancato piani di settore per il vino, la frutta e recentemente la carne. Questi strumenti a sostegno delle filiere con l’obiettivo di portare più vicino possibile al consumatore la catena della trasformazione e la massima integrazione della filiera e dei mercati. Per l’ammodernamento delle aziende agricole sono gia stati destinati oltre 130 milioni di euro .
Ha infine l’antico problema della promozione , spesso realizzata ancora in modo disorganico da soggetti diversi: abbiamo cercato di creare le condizioni per fare sistema, sia attraverso la nuova legge sui distretti, sia attraverso il nuovo logo e sistema di certificazione “ Piemonte AgriQualità ”, che sarà un’immagine forte e unitaria con cui il Piemonte agroalimentare si presenterà in Italia e nel mondo.
Infine vorrei ricordare le iniziative per la filiera corta , dal sostegno ai mercati agricoli al finanziamento dei GAS, i gruppi di acquisto solidale, un fenomeno in forte crescita soprattutto nei centri urbani. In tutti questi casi abbiamo voluto favorire quelle forme di rapporto diretto produttore-consumatore che possono dare spazio anche alle piccole produzioni di qualità e che portano d’altro canto il cittadino a conoscere ed apprezzare stagionalità ed origine dei prodotti ».
L’Assessore ha poi concluso il proprio bilancio volendo sottolineare «come il filo rosso del nostro operato sia stato quello di avviare il superamento di nodi e gli ostacoli che fanno da intoppo ad un ottimale funzionamento del sistema. Un’operazione avviata grazie alla capacità di tutti di confrontarsi in modo schietto e franco sui singoli problemi. E proprio questo è il patrimonio più grande della nostra esperienza di governo e da questo siamo pronti a ripartire per far sì che l’agricoltura torni ad essere il motore ed il perno di un progetto di sviluppo dei nostri territori ».