Un innamorato delle Langhe ci ha lasciati
Con queste belle parole Sergio Miravalle ha salutato la dipartita di un grande della nostra terra , un modello di stile e di passione
Raoul Molinari se n’è andato in silenzio a 74 anni dopo decenni sotto i riflettori. Comunicatore d’istinto, appassionato e innamorato della sua terra. Era impastato di Langa e aveva tra Alba, Mango e Canelli il suo triangolo d’amore. Sognava una grande provincia del vino, con barolo e moscato regnanti e tartufi in afrore. Era la maschera del langhetto arguto.
Giocò con il cuore, prima come ironico «bacialé» dei contadini scapoli che maritavano con le donne del Sud, poi spinse l’Enoteca regionale del Mango, sotto la sua direzione a discutere e giocare con argomenti che parevano tabù: inventammo Erosvinando, l’intrigante rapporto tra Bacco e Venere e poi i «Messaggi in bottiglia». Si voleva smuovere, far parlare, provocare, scuotere il torpore. Raoul era divertente e si divertiva senza sottrarsi alle polemiche. Non amava il «non si è mai fatto»; «Meglio,allora proviamoci» rispondeva. Alla sua memoria, sorridente e lieve, un brindisi e un grazie.
