TAGLI , TAGLI , TAGLI . . .. . .. . .. . .
Il gruppo provinciale “Pd-Impegno Civico” presenta un'interrogazione per il prossimo Consiglio Provinciale avente per oggetto la manovra finanziaria.
“Sulla base delle informazioni di stampa la manovra finanziaria determinata con il Decreto 78/2010, prevede un impatto di 24 miliardi di euro dei quali oltre 15 colpiranno Regioni ed Enti Locali. Sulla base delle analisi offerte da istituti e soggetti specializzati sulla materia , il taglio previsto impatterà sulle Province che ancora godono dei trasferimenti erariali e che quindi per definizione non hanno un livello di entrate proprie che consenta loro di affrancarsi da un sistema di finanza derivata, sarà di circa il 40% nel 2011 e di oltre il 67% nel 2012 con un taglio in cifre assolute, su 740 milioni di euro di trasferimenti , rispettivamente di 300 e di 500 milioni di euro” - commenta il consigliere provinciale Mino Taricco primo firmatario - “da tantissime Province infatti si è levato forte un grido di insostenibilità di un tale taglio e di evidenziazione dei danni sui
territori e sui cittadini che tale azione avrebbe generato. Sulla base di queste prime valutazioni – continua - la Provincia di Cuneo avrebbe un taglio di oltre 5.800.000 nel 2011 e di oltre 9.700.000 nel 2012, e per l’impatto della manovra sulle Regioni, a questa riduzione di risorse verrebbe a sommarsi una riduzione dei trasferimenti significativa da parte della Regione.”
Continua Taricco - “nella recente approvazione del Bilancio Consuntivo 2009, la Provincia di Cuneo nonostante l’aumento dell’indebitamento, l’avanzo di amministrazione non è stato sufficiente a coprire tutte le necessità di intervento manifestatesi come necessarie e urgenti in quel momento, interroghiamo pertanto la Presidente e la Giunta provinciale per sapere come si pensa di equilibrare i conti dell’Ente alla luce di tale entità di tagli nei trasferimenti e se non si rischia di compromettere gravemente il livello d’intervento nella manutenzione delle strade, delle scuole e nei servizi.
Chiediamo inoltre alla Presidente, che invece ha plaudito alla manovra elogiandone il coraggio e la virtuosità, se il suo ruolo non richiederebbe innanzitutto di porre al centro della propria azione la tutela dell’Ente, del territorio e delle comunità che ha il compito di governare, e non invece la difesa delle decisioni della propria parte politica che rischiano invece di pregiudicare e di sacrificare tutto questo. Infine chiediamo se non ritenga che un siffatto modo di procedere non vada di fatto in una direzione chiaramente antitetica al tanto decantato federalismo fiscale, continuando ad additare un obiettivo strategico ma di fatto costruendo o aiutando altri a costruire percorsi che vanno in direzione esattamente contraria.”
