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QUOTE LATTE - materiali
Non c’è limite, che la Lega Nord, non sia disposta a superare quando si tratta di difendere gli interessi di coloro che le stanno a cuore, non gli agricoltori piemontesi e cuneesi, ma alcune centinaia di aziende agricole che producono latte senza rispettare le norme sulle quote latte.
Lo ha fatto in questi anni, con abbondante ricorso a cavilli giuridici, lo ha fatto e lo sta facendo nelle aule del Parlamento Italiano e cerca di farlo anche in Regione.
E tutto per aiutare poco più di 200 aziende in Piemonte che non hanno rispettato le norme in passato e ora non vogliono rispettare le scadenze della Legge 33/09, di fatto facendo pagare questo aiuto alle altre oltre 2500; una scelta che a livello nazionale negli anni è costata alcuni miliardi di euro al nostro Paese, che per ora ha pagato sia il mondo agricolo sia tutti noi con le nostre imposte.
Norme approvate dalla maggioranza in Parlamento: e poi ci spiegano che non mettono le mani nelle nostre tasche.
Una vergogna!!
Nei giorni scorsi, nonostante la posizione del Ministro Galan, di richiamo alla necessità di rispetto delle regole e quindi di rifiuto di proroghe, che avevo condiviso e sostenuto, in Commissione al Senato è stato approvato un emendamento che concedeva la proroga per i versamenti previsti fino al 31 dicembre, così sancendo che chi ha rispettato le norme ancora una volta è stato un ingenuo, perché credeva che le norme valessero per tutti.
Adesso il commissario UE Ciolos ha annunciato qualora permanga questo emendamento nel testo finale, sarà inevitabile l’apertura di una Procedura di Infrazione nei confronti dell’Italia. All’orizzonte si profila il rischio che ancora una volta siamo chiamati tutti a pagare, per le scelte clientelari di un Governo e di una Lega che non si occupano del Territorio, ma soltanto dei suoi amici più intimi e lo fanno a spese nostre.
Quando la politica e le Istituzioni non cercano più il Bene Comune, ma in modo spudorato, alla luce del sole, si occupano degli affari dei suoi potenti e degli amici degli stessi, tira una brutta aria di decadenza, ed in questa ultima stagione l’odore è pessimo!
Non ci resta che sperare, in questa vicenda, nella pressione della Unione Europea, ed in un rigurgito di dignità istituzionale che abbia almeno rispetto per i tanti che hanno creduto e continuano a credere in uno Stato di diritto, nei fatti e non solo nelle premesse delle Leggi.
Mino Taricco
Si riportano qui di seguito alcuni articoli sul tema
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Quote-latte-Ciolos-Ue-per-Italia-rischio-infrazione_665860812.html
Quote latte: Ciolos (Ue), per Italia rischio infrazione
ultimo aggiornamento: 10 luglio, ore 15:24
Roma, 10 lug. (Adnkronos) -Se l'emendamento sulle quote latte ''dovesse essere adottato la Commissione sarebbe costretta ad avviare la procedura appropriata ai sensi del Trattato'', ovvero la procedura d'infrazione. E' quanto afferma il commissario europeo all'Agricoltura Dacian Ciolos in una lettera inviata al ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan ,sull'emendamento in discussione sulle quote latte che autorizza la sospensione dei pagamenti dei prelievi previsti da due piani di rateizzazione delle multe.
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http://www.repubblica.it/economia/2010/07/12/news/quote_latte_agricoltori_in_marcia_verso_bruxelles_il_ministro_galan_bisogna_tenere_duro-5531200/?ref=HREA-1
PROTESTA
Quote latte, Galan contro Lega
"Si dimetta chi causa multe Ue"
Il ministro dell'Agricoltura attaccai parlamentari che chiedono il rinvio dei pagamenti: "Massima fiducia in Tremonti". Produttori italiani alla manifestazione davanti alla sede del Consiglio Ue. Il commissario Ciolos: "Italia deve rispettare norme"
BRUXELLES - Le quote latte dividono la maggioranza. Appena arrivato a Bruxelles per il Consiglio Ue dei ministri europei dell'Agricoltura, il ministro Giancarlo Galan è tornato ad attaccare la Lega e il suo lobbismo in favore degli allevatori: "Spero che il Parlamento italiano abbia un minimo di dignità", ha detto Galan che si è domandato "con quale credibilità un ministro può affrontare una battaglia come questa per la politica agricola comune. Con quale faccia si presenta in un consesso europeo quando in Italia deliberatamente i parlamentari della maggioranza vanno contro le norme europee?". Il riferimento è all'emendamento alla manovra economica
presentato dal relatore Azzollini in Senato e che ha procurato una dura lettera di richiamo 1 da parte del commissario all'Agricoltura Dacian Ciolos, che ha avvertito che l'Italia rischia ora una procedura d'infrazione.
Alla domanda se intenda dimettersi, il ministro ha risposto: "Si dimetterà chi causa multe e sanzioni europee all'Italia". Il ministro aveva preannunciato le sue possibili dimissioni dall'incarico se il Parlamento italiano avesse approvato la proroga a fine anno del pagamento delle multe da parte di quegli allevatori che non hanno rispettato le quote latte stabilite dall'Ue. La Lega Nord appoggia la battaglia di questi allevatori, in contrasto con il Pdl. "Oggi sono qui a Bruxelles - ha aggiunto - per dare una sensazione di serietà alla presenza italiana a Bruxelles; mentre là difendono un piccolo manipolo di trasgressori". "Il guaio ora è - ha concluso Galan - che tutti in Europa vedono quel che facciamo noi e questo ci deve preoccupare".
Ho fatto quello che ha detto Berlusconi. "Se sono qui, oggi a Bruxelles, evidentemente il presidente del Consiglio Berlusconi mi ha detto di fare quello che ho fatto. Mi sarei probabilmente dimesso se, giovedì sera a casa di Berlusconi, prima del Consiglio dei ministri, lui mi avesse detto: 'Giancarlo lascia perdere, sai gli accordi, gli equilibri, chiudi un occhio, cosa cosa vuoi che sia una multa in più o una in meno, o ancora, non dire niente, trova una scusa per non andare'. Se Berlusconi avesse detto cosiì probabilmente a quest'ora, non sarei a Bruxelles, sarei a casa'', ha argomentato Galan.
Massima fiducia in Tremonti. Galan, poi, ha detto di confidare nel collega dell'Economia Giulio Tremonti per arrivare ad una soluzione che sia degna di un ''Paese civile''. ''La mia massima fiducia è in Tremonti, perché non credo abbia voglia di giocarsi la reputazione per inserire un emendamento del genere'', dice Galan, riferendosi alla norma che rinvia al 31 dicembre il pagamento delle multe sulle quote latte, rinvio per il quale l'Italia rischia l'apertura di una procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea. E a chi insiste nel chiedergli quali siano le sue intenzioni, l'ex governatore del Veneto ripete: ''A casa non ci vado, intanto perché darei troppa soddisfazione a chi sarebbe contento che me ne andassi. E poi perché ci sono tante, ma tante cose da mettere a posto e quella delle quote latte è una di queste''.
La minaccia della Ue. Sulle quote latte l'Italia "deve rispettare le norme Ue: la legislazione è molto chiara": secondo il commissario all'Agricoltura Dacian Ciolos, insomma, non c'è spazio per negoziare con quegli allevatori che chiedono una proroga nel pagamento delle sanzioni per il superamento delle quote. "Spero che l'Italia prenderà tutte le misure necessarie per rispettare la legge sulle quote latte - ha detto Ciolos al termine del Consiglio Agricoltura che si è tenuto oggi a Bruxelles - altrimenti l'Ue dovrà agire". L'avvertimento era arrivato già il 10 luglio proprio dal commissario all'Agricoltura che, in una lettera inviata a Galan, anch'egli fortemente contrario all'emendamento approvato per un solo voto in commissione al Senato che prevede un rinvio a dicembre del pagamento delle rate a carico degli agricoltori per le multe per le quote latte (a partire dalla rata del 30 giugno). Le parole di Ciolos non lasciano dubbi sulle intenzioni della Ue: se l'emendamento sulle quote latte "dovesse essere adottato la Commissione sarebbe costretta ad avviare la procedura appropriata ai sensi del Trattato", scatterebbe cioè la procedura d'infrazione. "Non c'è alcun dubbio che la sospensione dei pagamenti, prevista nell'emendamento, sarebbe non solo in netto contrasto con il diritto Ue ma anche con i ripetuti impegni, assunti a livello politico dal Governo italiano, di imporre una rigorosa ed efficiente applicazione del regime delle quote latte in Italia" scrive ancora il commissario Ue, prendendo tuttavia nota del fatto che il ministro italiano "ha espresso netta contrarietà a tale emendamento". Inoltre, "sospendere i pagamenti sarebbe non solo in contrasto" con la Decisione unanimemente adottata dal Consiglio nel 2003, "ma priverebbe - sottolinea ancora Ciolos - anche gli agricoltori italiani interessati dei vantaggi finanziari di quel piano che consiste nel pagare i prelievi senza interessi su 14 anni invece di pagare l'intero debito in una unica soluzione". "Mi è d'obbligo sottolineare - prosegue il commissario - che il diritto Ue impone all'Italia di assicurare l'effettiva riscossione dei prelievi sulle eccedenze dovuti dai produttori di latte". Perciò, se sospendesse l'applicazione del piano di rateizzazione approvato nel 2009, "l'Italia sarebbe ancora più distante dall'adempimento dei suoi obblighi di riscossione ai sensi del diritto Ue. Questo aggraverebbe le preoccupazioni cui la Commissione ha recentemente dato voce nel suo rapporto al Consiglio del 26 Marzo 2010 a riguardo dell'estrema lentezza - bacchetta ancora Ciolos - con la quale l'Italia opera l'esazione dei prelievi sulle eccedenze che non sono oggetto del piano di rateizzazione del 2003". Nella missiva Ciolos ricorda tra l'altro al ministro delle Politiche agricole che la strada della richiesta dilazionatoria sulla annosissima vicenda delle quote latte (la loro introduzione risale ormai a 26 anni fa con l'allora ministro Pandolfi) è già stata battuta dall'Italia, ma senza successo: "Il suo predecessore ha già effettuato una richiesta di dilazione del pagamento della sesta rata prevista dal piano di rateizzazione del 2003", richiesta però rigettata a suo tempo dalla Commissaria Fischer Boel in ragione del fatto che l'accordo prevedeva chiaramente il rimborso mediante rate annuali di uguale importo.
La protesta dei trattori. Dopo sei mesi di tregua, i produttori del latte manifestano oggi davanti alla sede della Commissione Ue dove è previsto l'arrivo di migliaia di agricoltori con i loro trattori. Da stamane la sede del Consiglio Ue, dove si tiene la riunione dei ministri agricoli dei 27, e il palazzo Berlaymont, sede dell'esecutivo europeo, sono circondati da cavalli di frisia per tenere a distanza i manifestanti e molti sono i poliziotti mobilitati. Alla manifestazione di Bruxelles - indetta dall'European Milk Board (Emb) - saranno presenti anche oltre un centinaio di produttori italiani, partiti ieri sera da Brescia in due pullman. Li guida Roberto Cavaliere, rappresentante nazionale del Copagri e membro dell'Emb. "Se da parte degli allevatori c'è la volontà di pagare, 'senza furbizie', una volta accertata la realtà dei fatti - spiega Cavaliere -, vorremmo che da parte dell'Amministrazione vi fosse adeguata sensibilità e disponibilità per venire incontro ad aziende che stanno resistendo strenuamente al fallimento con il solo obiettivo di dare seguito ad una prospettiva di produzione di latte effettivamente italiano. "È ormai chiaro - aggiunge - a tutti che l'Italia subisce un import selvaggio ed illegale di prodotto sulla cui provenienza e salubrità non vi sono certezze. Le ultime cronache testimoniano, anzi, rischi per la salute umana, oltre che danni per l'economia. Chiediamo solo questo: accertamento della verità e disponibilità a sostenere le aziende sull'orlo del baratro per il superamento della grave crisi, oggi più che mai caratterizzata da un saldo nettamente negativo tra costi e ricavi".
(12 luglio 2010) © Riproduzione riservata
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http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-11/sulle-quote-latte-italia-143845.shtml?uuid=AYkPMz6B
Sulle quote latte l'Italia rischia l'infrazione Ue
11 luglio 2010
ROMA
A quanto pare aveva ragione Giancarlo Galan sulla proroga delle multe sulle quote latte. Allo scorso consiglio dei ministri, oltre a minacciare le dimissioni, aveva detto: «Il mio no sarà certamente anche il no dell'Europa». E nel giro di poco la sua previsione – che, peraltro, non era nemmeno difficile da indovinare visti i ripetuti «no» della Ue – è stata confermata. «Se l'emendamento alla manovra sulle quote latte dovesse essere adottato, la Commissione sarebbe costretta ad avviare la procedura appropriata ai sensi del Trattato». La lettera arriva direttamente da Bruxelles, dal commissario Ue all'Agricoltura – Dacian Ciolos – che annuncia così l'immediata procedura d'infrazione se il parlamento dovesse votare l'emendamento passato in commissione Bilancio del Senato.
Insomma, il ministro Galan – al quale Ciolos dà il suo «pieno appoggio» – ora può esibere quella missiva per continuare, nel governo e con la Lega, la sua battaglia contro la norma voluta da Umberto Bossi che prevede lo slittamento a fine anno (invece che il 30 giugno) del pagamento delle multe da parte degli agricoltori. Un gruppo di pochi (76 allevatori) ma assai ben sostenuto dal Carroccio che ancora ieri alzava la voce. E come al solito a farlo era Roberto Calderoli con i suoi consueti toni: «Sulle quote latte il parlamento ha deciso e quel che decide il parlamento lo si rispetta. A noi stanno a cuore gli interessi dei nostri cittadini che non le diavolerie o le mistificazioni europee, e in questo senso abbiamo agito. Tutto il resto ci avanza, dimissioni comprese».
Una porta in faccia a Galan ma questo è solo il primo round. Perché quello che Calderoli chiama il "parlamento" è in realtà solo la decisione della commissione Bilancio, poi il testo della manovra dovrà andare in aula e molto probabilmente quella norma cambierà. E quel voto che in commissione ha fatto la differenza risulterà inutile. Anche se la Lega continua a tenere alta la pressione, è molto probabile che dal ministero del l'Economia arrivi la correzione o meglio un'integrazione alla norma alla quale si affiancherà la formula «con il consenso della Ue». A quel punto, la sospensione del pagamento sarà archiviata.
In realtà, il Carroccio è isolato in questa battaglia visto il braccio di ferro con il ministro Galan, le perplessità del Pdl e l'ostilità aperta del mondo produttivo. Tutto il mondo dell'agricoltura si è schierato con il neo-ministro e contro la Lega, dalla Coldiretti alla Confagricoltura fino alla Cia e alla Fedagri-Confcooperative, il «no» all'emendamento è stato un coro unanime. Dunque, un'ostilità a tutto campo – politico e produttivo – che lascia correre sospetti. Come quello che ha Enrico Morando, senatore del Pd che ipotizza ci possa essere qualcosa di «enorme dietro la faccenda per costringere la Lega a sputtanarsi per 76 allevatori». E Morando si è spinto fino a ipotizzare un «ricatto» che qualcuno crede abbia a che fare con «la vicenda Credieuronord».
Illazioni che qualcuno riprende anche se non con lo stesso tono esplicito di Morando. «Mi piacerebbe conoscere le vere ragioni di questo comportamento, capire cosa ci sia dietro. Comunque, con questa maggioranza, per evitare che lo Stato aiuti i furbi possiamo solo confidare nell'Europa», diceva Mauro Libè, capogruppo Udc alla commissione Agricoltura della Camera.
Prima di lui era stato il suo leader, Pier Ferdinando Casini, a schierare i centristi con Galan e contro i «ricatti» della Lega. «Chiediamo al governo – diceva il numero uno dell'Udc – di dare un segnale ai cittadini onesti: sulle quote latte nuove truffe non sono accettabili, bisogna che chi deve pagare le multe le paghi perché non si può chiedere una manovra di sacrifici così come ci chiede l'Europa e poi consentire che i sacrifici li facciano solo i cittadini onesti».
LA LETTERA DELLA'UE
L'avvertimento Ue
Arriva dal commissario all'Agricoltura Dacian Ciolos in una lettera recapitata l'8 luglio scorso al ministro Giancarlo Galan, anche lui fortemente contrario all'emendamento approvato per un solo voto in commissione al Senato
L'istanza già respinta
La richiesta già presentata a fine 2009 dall'ex ministro Luca Zaia per lo spostamento della sesta rata era stato respinto in virtù del fatto che la decisione del Consiglio europeo prevedeva che l'importo fosse interamente rimborsato con rate annuali di uguale importo
I rischi per gli agricoltori
La sospensione dei pagamenti, prevista nell'emendamento potrebbe anche privare, secondo il commissario Ue, gli agricoltori italiani interessati dei vantaggi finanziari di quel piano che consiste nel pagare i prelievi senza interessi su 14 anni invece di pagare l'intero debito in una unica soluzione
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