PAGAMENTI IN TEMPI CERTI

La certezza sui tempi dei pagamenti è un problema che colpisce prima di tutto i soggetti più deboli, i giovani con partita Iva, le piccole e piccolissime imprese.
Ha affrontato il tema la proposta di legge Beltrandi-Misiani , che come hanno affermato i deputati, è un progetto fondamentale , su cui è necessario che il Parlamento faccia in fretta .
La possibilità e lo stimolo , come spesso accade , ci è stata fornita dall’Unione Europea che il 20 ottobre scorso ha approvato una Direttiva dell’UE che fissa a 30 giorni il limite massimo per il pagamento di fatture relative a forniture di beni e servizi, tra soggetti privati e se il committente è un ente pubblico .
I termini sono estesi, nella transazione tra privati, a 60 giorni, previo accordo e solo qualora ciò non si rivelasse fortemente iniquo per il creditore.
La Direttiva sarebbe logico che venisse recepita immediatamente dal nostro Paese.
Al contrario, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Viale all’interpellanza urgente in Parlamento delle Onorevoli Alessia Mosca e Paola De Micheli del PD ha risposto che il Governo si riserva due anni per agire.
Non è difficile comprendere le enormi difficoltà cui le aziende – soprattutto le piccole imprese sulle quali si regge il nostro Paese – vanno incontro con le attuali norme .
In Italia infatti il termine dei pagamenti da parte degli enti pubblici è purtroppo triplo rispetto all’area UE, con una media di 186 giorni contro 63.
Una situazione diventata ancor più insostenibile con la crisi, che obbliga gli imprenditori a ricorrere al credito delle banche per il semplice svolgimento delle attività, anziché per gli
investimenti volti allo sviluppo.
L’indagine “European Payment Index 2010” traccia, infatti, un quadro da allarme rosso: la perdita sui crediti in Europa ammonta a 300 miliardi di euro, l’equivalente dell’intero debito della Grecia.
Alcuni Paesi si sono già mossi. In Francia è stato fissato un limite inderogabile a 60 giorni. In Spagna da aprile c’è la legge sulla morosità, che consentirà ai creditori di recuperare rapidamente l’importo delle fatture emesse. La normativa obbliga l’amministrazione pubblica a pagare i fornitori entro 30 giorni, mentre per i privati il tempo massimo stabilito è 60 giorni.
Buone pratiche, quindi. Quanto a noi, bisogna che il Governo e il Parlamento approvino subito la norma .
In attesa del recepimento della Direttiva, si potrebbe poi da subito allargare a tutti i tribunali la sperimentazione del processo civile telematico avviata dal governo Prodi, e ovviare ai limiti di un Patto di Stabilità che ormai tutti hanno capito essere poco razionale e poco orientato alla crescita anche la dove ne esisterebbero le condizioni .
Più in generale, occorrono misure per far valere il titolo esecutivo contro la PA, invertendo così il trend inaugurato dall’esecutivo con la manovra dello scorso anno, che ha rafforzato le tutele dei soggetti pubblici e congelato le esecuzioni avviate contro le Asl inadempienti delle Regioni sottoposte a piani di rientro. Tra le conseguenze più gravi dei mostruosi ritardi dei pagamenti per partite Iva e piccole e microimprese, c’è infatti una crescita esponenziale, e non naturale, del fabbisogno di credito. Più si ritarda a incassare, più si va in banca per anticipare liquidità. Oltre al danno la beffa: non incasso, chiedo più soldi alle banche, questi soldi mi costano di più con un effetto perverso e devastante .


Mino Taricco






Seguono i link




Proposta di Legge

Direttiva UE

Appello dei Parlamentari

Ordine del giorno

Articolo interessante





Mino Taricco utilizza cookies tecnici e di profilazione e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze.
Continuando a navigare accetti l’utilizzo dei cookies, se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare questo sito ulteriormente.

Scopri l'informativa e come negare il consenso. Chiudi
Chiudi
x
Utilizzo dei COOKIES
Nessun dato personale degli utenti viene di proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né sono utilizzati cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e scompaiono, lato client, con la chiusura del browser di navigazione) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito, evitando il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti, e non consente l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.
L'utilizzo di cookies permanenti è strettamente limitato all'acquisizione di dati statistici relativi all'accesso al sito e/o per mantenere le preferenze dell’utente (lingua, layout, etc.). L'eventuale disabilitazione dei cookies sulla postazione utente non influenza l'interazione con il sito.
Per saperne di più accedi alla pagina dedicata

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.
Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento