BAGNASCO : L'UNITA' D'ITALIA E' UN TESORO PER TUTTI

La STAMPA

«Non va bistrattata»
L’Unità d’Italia è «un tesoro per tutti» e bisogna partecipare alle sue celebrazioni con «tutte le nostre energie». I vescovi italiani, nel pieno della bufera scatenata dal ministro leghista Roberto Calderoli, intervengono sulle celebrazioni per il 150/mo anniversario dell’unità del paese. Una «ricorrenza» che «dovrebbe trasformarsi in una felice occasione per un nuovo innamoramento del nostro essere italiani», spiega il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, auspicando che «l’Unità d’Italia sia un tesoro nel cuore di tutti e di ciascuno, a cui tutti vogliano contribuire anche in modo diverso, ma con questo tesoro e convinzione, che appartiene a tutti». I vescovi parlano così di un «bene comune» al quale la Chiesa vuole «partecipare con tutte le energie culturali e nelle forme più varie». Un contributo, quello della Chiesa cattolica, «che ancora una volta può risultare essenziale», ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo messaggio di saluto fatto arrivare oggi nella sala Quadrivium di Genova nel corso del seminario «Unità nazionale: memoria condivisa, futuro da condividere», promosso dalla Cei e dall’Arcidiocesi di Genova.

Un contributo «essenziale» - ha precisato il capo dello Stato - per «promuovere quel confronto aperto e costruttivo tra diversi orientamenti, cruciale per l’attuazione delle necessarie riforme istituzionali e per il perseguimento di obiettivi di inclusione sociale e integrazione culturale». Un ruolo, quello della Chiesa cattolica, che il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, arrivato a sorpresa in platea, ha salutato come «un grande fattore di unità del Paese, importante «in una fase di disorientamento, di esistenza di corporativismi anche territoriali che si animano sempre di più». Anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani, in serata, ha espresso il suo apprezzamento per le parole del porporato, che ha «evidenziato il valore del patto costituzionale su cui si fonda la convivenza come chiave dell’unità della nazione».

Secondo il cardinal Bagnasco, è necessario far «riemergere il senso positivo di essere italiani»»Servono visioni grandi, per nutrire gli spiriti e seminare nuovo, ragionevole, ottimismo«. E il «modo di ricordare questo anniversario deve alimentare la cultura dello stare insieme». Proprio in questo - ha affermato il presidente della Cei - «le comunità cristiane sono chiamate a fare la loro parte: l’Italia deve riscoprire che può contare come sempre sulla Chiesa, sulla sua missione, sul suo spirito di sacrificio e sulla sua volontà di dono». E avverte: «L’unica cosa che dobbiamo temere è una cattiva ricerca storica, una propaganda ideologica, di qualsiasi segno, spacciata per verità storica». Il presidente della Repubblica, che ha ricordato l’apporto di politici e studiosi di formazione cattolica come Fanfani, La Pira, Dossetti, Moro e Mortati, per l’unità del Paese ha sottolineato: «È significativo che al centro della riflessione di oggi sia stata posta la celebrazione di una "memoria condivisa" nella prospettiva dell’impegno per un "futuro da condividere": sintesi di una capacità e volontà di coniugare fede e ragione, riconoscimento della dimensione pubblica e sociale e del fatto religioso, e piena accettazione del valore del metodo democratico in uno spirito di autentica e positiva laicità».

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