APPROVATA DAL GOVERNO LA LEGGE DI STABILITA'

Il giorno dopo l’approvazione della legge di stabilità da parte del Governo , che solo per il 2014 vale 11,6 miliardi di euro, cominciano ad emergere  le luci e le ombre sui contenuti .


Il provvedimento, che è ora al vaglio di Bruxelles soprattutto per il dossier investimenti e per le coperture, è accusato da sponde diverse di essere troppo poco coraggioso  sul fronte dello sviluppo,  del taglio del cuneo fiscale e anche degli  interventi sulla P.A.


Eppure si tratta di una legge che taglia la spesa pubblica, anche se non colpisce la sanità, abbassa la pressione fiscale nel triennio di un punto percentuale, taglia il costo del lavoro di 10,6 miliardi in tre anni, riforma la tassazione degli immobili, allenta il patto di stabilità interno dei comuni rilanciando gli investimenti locali, ma anche quelli infrastrutturali e sociali con la reintroduzione di principi di solidarietà.


In attesa del giudizio di Bruxelles e dell’approdo in parlamento, la legge di stabilità è comunque apprezzata dai mercati con lo spread tra Btp e Bund sceso sotto la soglia dei 230 punti base per la prima volta dal luglio del 2011.


Il Parlamento dovrà adesso trovare gli strumenti per migliorarne l’efficacia e l’entità dell’intervento, affinché il  cambio di passo che c’è stato rispetto al passato,  riducendo la pressione fiscale e avviando un percorso in controtendenza  sul costo del lavoro e  sui vincoli ai comuni,  acquisti forma e dimensione per essere all’altezza delle sfide che sono di fronte a questo Paese.


  Vedi allegato 1

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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