APPROVATA LA RIFORMA DEI PARCHI

Approvata alla Camera la legge sulle aree protette, un provvedimento che tutela l'ambiente e gli ecosistemi e allo stesso tempo valorizza il territorio, le sue comunità e i suoi prodotti. 
In Italia sono in tutto 871, il 10% del territorio nazionale. 
Dopo il voto definitivo al Senato, entreranno a far parte di un unico Sistema nazionale finanziato con 30 milioni di euro per i prossimi tre anni e gestito attraverso  nuove forme di governance.
La conservazione dei territori naturali che ancora mantengono uno straordinario patrimonio ecosistemico, ambientale e di biodiversità,  rappresenta il principale obiettivo dell'istituzione di aree naturali protette. 
Sarà possibile attingere alle migliori professionalità nella scelta del direttore e tutelare anche le aree contigue ai parchi. 
Gli enti gestori potranno accedere ai finanziamenti del 5x1000 e ricevere in uso beni confiscati alle mafie.
I parchi nazionali con aree marine protette, classificati come parchi nazionali con estensione a mare, vedranno l’applicazione,  per la parte marina, delle disposizioni di legge relative alle aree marine protette. 
Si stabilisce che dal 1 gennaio 2018, le riserve statali che già ricadono o che vengano a ricadere all'interno di un parco nazionale o di un parco regionale, saranno affidate ai relativi enti gestori. 
All’Ispra viene assegnato il compito di supporto tecnico-scientifico, di monitoraggio, di controllo, di ricerca in materia di aree naturali protette, biodiversità e protezione dell’ambiente marino e costiero.
Tra i punti qualificanti inseriti nel corso dell’esame in Commissione Ambiente alla Camera c’è 
- l’istituzione di un Sistema nazionale delle aree naturali protette costituito dai parchi nazionali e regionali, dalle riserve naturali, dalle aree marine e dalle aree naturali protette, 
- di un Piano nazionale triennale di sistema uno strumento di programmazione nazionale finanziato da 30 milioni per gli anni 2018-2020 e da cofinanziamenti regionali da destinare, almeno al 50%, ai parchi regionali e alle aree marine protette. 
Inoltre è stato chiarito che "nel territorio dei parchi e nelle aree contigue sono vietate le attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi".
Nella normativa attuale l'estrazione di minerali era già vietata  nelle aree protette, e viene confermata estendendola anche alle "aree contigue", fatti salvi  i permessi estrattivi già concessi.
In allegato una scheda sul provvedimento e qui un link dove potrete
trovare ulteriori informazioni.


  Vedi allegato 1

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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