APPROVATA LA RIFORMA DEL DIRITTO FALLIMENTARE

La Camera ha approvato il DDL delega al governo sulla riforma delle norme del diritto fallimentare. 
Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.

Tra le norme una norma che mira a proteggere i cittadini che acquistano casa in costruzione, infatti, l'articolo 11 bis prevede che i costruttori, che erano già tenuti a presentare fideiussione debbano ora depositarla da un notaio per garantire chi compra casa 'sulla carta' sin dal primo momento ed evitare che, in caso di fallimento si evitino fallimenti ed eventuali truffe a carico dei cittadini.
Sono poi previsti meccanismi di allerta per impedire alle crisi aziendali di diventare irreversibili, ed inoltre strumenti di composizione stragiudiziale per favorire le mediazioni fra debitori e creditori, e la sostituzione del nome 'fallimento' con l'espressione 'liquidazione giudiziale'. V
Una riforma che supera la legge fallimentare del 1942. 

Ecco, in sintesi, le principali novità.
- La procedura di liquidazione giudiziale sostituisce l'attuale disciplina del fallimento,  il curatore, avrà poteri rafforzati sia nei confronti delle banche dati della PA, sia per eventuali azioni giudiziali spettanti ai soci o ai creditori sociali, sia per il riparto dell'attivo tra i creditori. 
-Per prevenire le crisi d'impresa e facilitare una composizione assistita, viene introdotta una fase preventiva di allerta,  attivata direttamente dal debitore o d'ufficio dal tribunale su segnalazione (obbligatoria per fisco e Inps) dei creditori pubblici. 
- In caso di soluzione giudiziaria è previsto che dopo una prima fase comune, la procedura possa evolvere verso soluzioni conservative o liquidatorie, con priorità alla continuità aziendale, nel rispetto del miglior soddisfacimento dei creditori.
-Si punta a incentivare tutti gli strumenti di composizione stragiudiziale della crisi, estendendo anche le convenzioni di moratoria anche a creditori diversi da banche e intermediari finanziari.
- Il concordato preventivo viene ridisegnato ammettendo, accanto a quello in continuità, anche il concordato che mira alla liquidazione dell'azienda se in grado di assicurare il pagamento di almeno il 20 per cento dei crediti chirografari. 
- Viene prefigurata una unica procedura per le crisi e  le insolvenza delle società del gruppo e, anche in caso di procedure distinte, vi saranno comunque obblighi di collaborazione e reciproca informazione a carico degli organi procedenti. 
- Si riordina la disciplina del sovraindebitamento comprendendo nella procedura di composizione anche i soci illimitatamente responsabili e assicurando una gestione coordinata delle procedure riguardanti più familiari. 

In allegato una scheda più dettagliata sul provvedimento


  Vedi allegato 1

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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