COMMERCIO EQUO E SOLIDALE: LA REGIONE RIPRISTINI IL FINANZIAMENTO

“La scelta della Regione Piemonte di azzerare i fondi a sostegno del
comparto del commercio equo e solidale rappresenta una scelta sbagliata e
irragionevole alla quale bisogna porre rimedio. Con la legge regionale
26/2009 (Disposizioni per la promozione e la diffusione del commercio equo e
solidale) il Piemonte si è posto all’avanguardia tra le Regioni italiane
nell’agevolare le relazioni commerciali fra produttori del Sud del mondo e
consumatori nonché nell’affermare un modello di consumo socialmente
responsabile. Nonostante ciò il bilancio di previsione per il 2011 non
contempla più alcun stanziamento”: così dichiara il Consigliere regionale
del PD Mino TARICCO annunciando la presentazione di un Ordine del giorno con
il quale si chiede alla Giunta di procedere con urgenza alle opportune
variazioni al bilancio per l’anno finanziario 2011 al fine di garantire
adeguato finanziamento alla legge 26/2009.
“La decisione di togliere dal bilancio i 300.000 euro di finanziamento -
aggiunge Mino TARICCO - rappresenta un marcato passo indietro nel processo
di riconoscimento da parte delle istituzioni del commercio equo e solidale e
delle organizzazioni che sul territorio operano per la diffusione di questa
forma di economia alternativa. E si tratta di un settore che interessa 60
botteghe e dà lavoro a più di 150 persone, in buona parte appartenenti a
categorie svantaggiate”.
Secondo Mino TARICCO sono gravi le motivazioni addotte dall’Assessore
William Casoni, secondo il quale sarebbero stati tolti solo i finanziamenti
dedicati ai negozi in quanto queste botteghe non avrebbero diritto ad essere
“avvantaggiate”: “Il bilancio non prevede alcun stanziamento né per i
progetti presentati dalle organizzazioni del commercio equo e solidale né
per la ristrutturazione delle loro sedi e l’acquisto dei beni strumentali.
Quindi non si colpiscono solo i negozi, ma tutte le attività che queste
realtà promuovono per la sensibilizzazione dei cittadini, in particolare i
più giovani.
A dire il vero non c’è di che essere sorpresi, visto che la Giunta Cota ha
praticamente azzerato le risorse per il commercio tout court. Anziché
preoccuparsi per gli inesistenti vantaggi delle botteghe eque e solidali,
l’Assessore Casoni dovrebbe impegnarsi a fare qualcosa di più utile e
necessario per tutti i commercianti piemontesi”.


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