CUNEO - ASTI: IL TERRITORIO CUNEESE ASPETTA RISPOSTE

In questi giorni ho interrogato nuovamente, insieme ad altri miei colleghi, il Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Toninelli sull'annosa questione del completamento della Cuneo - Asti a seguito dell' atto di sindacato ispettivo presentato nel Luglio scorso ed una richiesta di trattazione sollecitata nel mese di Novembre 2018, ribadendo in Aula al Senato la necessità di risposte urgenti dal Governo al fine di chiarire quale sia la definitiva posizione del Governo e quali siano gli effettivi tempi di avvio della realizzazione di un’opera così fondamentale per il territorio cuneese, che continua ad essere pesantemente penalizzato per non essere connesso da viabilità autostradale con il resto della Pianura Padana.

Dopo il via libera da Bruxelles dello scorso Aprile alla proposta italiana di Cross-financing con la società concessionaria, che poneva le basi per il completamento del collegamento autostradale, il Ministro Toninelli comunicava di voler rivedere le condizioni con i concessionari, ritenute troppo a loro vantaggiose, e a fine anno comunicava uno stop agli aumenti dei pedaggi autostradali sul 90% delle autostrade italiane, peraltro non su tutte quelle piemontesi, quale risultato, a suo dire, di una fruttuosa interlocuzione con i concessionari autostradali.

Il primo Gennaio del nuovo anno quindi, sulle tratte autostradali importanti del Nord Italia, ma soprattutto per la provincia di Cuneo - tra cui la A6 Torino- Savona, si veniva ad applicare un rincaro delle tariffe pari a circa il 2.2% oltre la chiusura di cinque aree di servizio - di cui tre sul territorio della sola Provincia di Cuneo.

Ora, da voci attribuite al vicePremier Di Maio, risulterebbe che il Governo sia favorevole al completamento dell’autostrada cuneese, ma contrario all’accordo di cross financing su cui il Ministro Graziano Delrio aveva avuto il via libera, dopo una lunga interlocuzione con la Commissaria europea Vestager, dalla Commissione Europea, soluzione quest’ultima che avrebbe risolto l’annoso ritardo del completamento, e posto le condizioni per una armonizzazione ed in prospettiva di liberalizzazione del mercato autostradale, con accorpamenti e razionalizzazioni del sistema, una riduzione di 13 anni della durata della concessione di SIAS per il tratto Asti-Cuneo e per il Governo un impegno ad aprire entro il 2030 un bando di gara congiunto per entrambe le concessioni SIAS sulla A33 Cuneo - Asti e la Satap A4 Torino- Milano.

Con le decisioni NON assunte dal Governo in questo periodo ed il possibile cambio di rotta da parte del Vice- Presidente Di Maio, ho voluto interrogare il Ministro Toninelli con urgenza  per chiarire quale sia la posizione definitiva del Governo e come intenda proseguire per la realizzazione dell’opera, i tempi effettivi e le risorse da utilizzare.

Il territorio, che aspetta risposte da vent’anni, vive la sensazione di veder nuovamente sfumare, per questioni politico-burocratiche difficilmente comprensibili ed accettabili da cittadini, territorio e da tutto il sistema economico piemontese, una soluzione che per la prima volta aveva portato a VERA possibile soluzione il problema. Per la prima volta c’erano progetti, percorso e risorse. 

Per il sistema del trasporto e per tutto il sistema economico del Sud Piemonte, che stima un aggravio di costi connessi al mancato completamento del collegamento autostradale che rasenta i 10 milioni al mese, ma anche per tutti i cittadini viaggiatori, e per i cittadini che risiedono nelle aree connesse alla arteria viaria da completare, adesso al danno si aggiungono anche le beffe dell’aggravio dell’aumento dei costi connessi all’aumento delle tariffe autostradali, vogliamo sperare in risposte rapide e convincenti, ma soprattutto VOGLIAMO IL COMPLETAMENTO e lo vogliamo subito.

Non potremmo accettare, e per quel che mi riguarda farò tutto quanto nelle mie possibilità per evitare, che con la  motivazione  di una "migliore gestione delle risorse pubbliche", si danneggi pesantemente il nostro territorio.


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