EUROPA DARE E AVERE

La notizia circolata in questi giorni sulla base di dati della Ragioneria dello Stato che nel 2014 l’Italia avrebbe versato alle UE 7 miliardi in più di quanti ne ha ricevuti,  dato che aggrava quello del 2013 ( oltre 5 miliardi ) già pesantissimo.


                           ITALIA                       UNIONE EUROPEA
                                          Versamenti    Entrate da      Netto
                                   2013    17.150        11.904        - 5.246
                                   2014    17.188          9.882        - 7.306

Purtroppo quella a cui assistiamo è l’aggravarsi di una tendenza che ha radici antiche, come dimostra l’analisi dei dati che si allega.
Se pur la nostra contribuzione è fatta sulla base di accordi sottoscritti negli anni, rimane comunque molto alta in rapporto ai ritorni.                                               http://www.europarl.europa.eu/atyourservice/it/displayFtu.html?ftuId=FTU_1.5.1.html
per questo credo che quando il nostro Presidente del Consiglio pretende riconoscimento stia solo facendo la giusta rivendicazione di un rispetto che ci compete. Si può discutere dei modi, anche se da fuori è difficile avere gli elementi per farlo, ma non sul fatto che sia necessario.
Forse negli anni con la eccezione di Prodi lo si è fatto troppo poco.
Ciò di cui stiamo parlando è un confronto innanzi tutto politico sui percorsi da seguire come ben si spiega 
in questa intervista                                                                   http://www.corriere.it/economia/16_gennaio_20/italia-ue-parla-gutgeldl-europa-ci-tratti-come-altri-avanti-la-spending-riforme-marciano-226cb460-bf47-11e5-b186-10a49a435f1d.shtml
Per questo credo che se è vero che dovremo fare di tutto per rafforzare la nostra credibilità in Europa e nel mondo, e per fare questo dovremo mettere in sicurezza i conti del nostro paese, a partire dall’enormità del debito accumulato negli anni, credo anche che sia necessario riaffermare che il nostro paese è uno dei pilastri di questa Europa e non solo perché ne è tra i fondatori.
Lo sforzo cui è chiamato il Governo nel suo complesso, ed in particolare da chi deve gestire le relazioni con la Commissione e con l’Europa in generale, è uno sforzo titanico, perché si dovrà tenere insieme il contrasto a chi l’Europa la vuole smontare, il sostegno alla costruzione di una Europa più orientata alla vita concreta dei cittadini, e la necessità di un riequilibrio del ruolo e di riconoscimento dell’Italia, e non solo da un punto di vista economico.
In questo momento di confronto con la Commissione europea, serve grande equilibrio in chi governa, e grande sostegno da parte nostra,  per rafforzarne il ruolo, e non trasformare tutto, per l’ennesima volta, in una bagarre a finalità interne.
Siamo impegnati in uno sforzo riformatore titanico, siamo contributori netti in Europa e questo rafforza la nostra giusta richiesta di flessibilità, ma le riforme debbono continuare ed il risanamento dei conti non si può fermare. 

Ancora una annotazione, credo che dovremo prestare molta attenzione alla necessità di sviluppare la  capacità di recuperare e spendere le risorse che L’Unione Europea mette a disposizione per la ricerca, l’innovazione la crescita e lo sviluppo e anche su questo le riforme che si stanno facendo sono fondamentali perché non sempre negli anni passati abbiamo brillato su questo fronte         http://www.scuola24.ilsole24ore.com/art/universita-e-ricerca/2015-12-03/cosi-l-italia-continua-finanziare-ricerca-altri-paesi-ue-192129.php?uuid=AC199bmB


  Vedi allegato 1

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