FESTA DELLA LIBERAZIONE 2017

Abbiamo celebrato ieri la festa della Liberazione, con tante manifestazioni condivise con tantissimi amici, anche nella nostra provincia.
Ho sempre ritenuto importante questa giornata,  sia come memoria riconoscente  per quelle donne e quegli uomini che anche a prezzo della loro vita fecero scelte giuste ma terribilmente difficili e coraggiose, pagando a nome del Paese il prezzo della ricostruzione di quella dignità perduta.
Da questo sacrificio partirà la ricostruzione  del Paese, ma soprattutto si creano le premesse per 70 anni di pace, di libertà, di democrazia, di sviluppo economico e benessere crescente;  possibilità che in  molti di essi non hanno mai potuto sperimentare.
Come ho avuto occasione di dire negli interventi che in questi giorni sono stato chiamato a svolgere, le parole su cui poggia la nostra memoria rischiano di essere logorate dal tempo e rischiano oggi e domani si essere sempre meno pregnanti, sempre meno capaci di toccare la vita concreta delle persone, di rinviare a riferimenti sempre meno quotidiani per tanti.

Sono sempre meno coloro che, avendola vissuta in prima persona,  possono raccontarci nel concreto come è andata.
Per noi che abbiamo avuto la fortuna  di poter sentire raccontare da familiari e da testimoni,  il clima di quei giorni, della dittatura prima,  della guerra e della liberazione poi, le parole hanno un senso ed un peso diverso.
La parola pace ha uno spessore che le è conferito dal racconto e dal ricordo dei bombardamenti e dei rastrellamenti, e di come nelle nostre borgate e ne nostri quartieri, si cercava di fuggire da questi.
Le parole libertà e democrazia si portano dietro il ricordo di quando non si potevano esprimere le opinioni ed i giudizi senza rischiare arresti o ritorsioni, delle stagioni della delazione e della paura.
L’idea di ricerca  del benessere ha il sapore del pane nero, della tessera annonaria, di stagioni nelle quali non tutti i giorni c’era del companatico da mettere insieme ad una minestra o all’insalata per dare senso alla cena.

Le nuove generazioni  il retrogusto di queste parole, per un verso ringraziando la Provvidenza, ma anche purtroppo, non hanno non hanno più la possibilità di incontrarlo nella loro esperienza, per questo la festa della Liberazione è una occasione importante,  per non  disperdere la memoria del coraggio di donne e di uomini che seppero dire dei NO e dei SI  pagandone il prezzo.
Il loro coraggio, la loro fatica ed il loro dolore ci hanno consegnato la strada per un’Italia migliore.
A noi il compito di difenderla e di trasmetterla.   

In allegato l’orazione da me svolta a Racconigi il 24.04.2017


  Vedi allegato 1

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