Famiglia: l’attenzione della politica

Tutti in Italia siamo favorevoli alla famiglia. Le sollecitazioni e il dibattito degli ultimi tempi hanno elevato questo tema a una specie di religione. Con un autorevole intervento della presidenza della Cei, è stata diffusa la posizione della chiesa italiana a proposito della famiglia fondata sul matrimonio e le iniziative legislative in materia di unioni di fatto. Commentando la Nota della Cei, il cattolico Giuseppe Alberigo ha rilevato che «alcuni passaggi della parte “politica” del documento sono estranei a qualsiasi spirito pastorale, come quando si vorrebbe negare che il diritto possa dare forma giuridica o riconoscimento a tipi di convivenza: affermazione paradossale, estranea a qualsiasi sana concezione del diritto».
La politica è chiamata a non scambiare qualche vantaggio immediato con l’ignoranza dell’aumento della secolarizzazione della società italiana. Non si tratta, dunque, di concedere favori laicisti, ma di riconoscere diritti garantiti dalla Costituzione. Sarebbe del resto improponibile che dei membri di un parlamento venissero vincolati a un’obbedienza estranea alle loro convinzioni di coscienza. Vorrebbe dire sconfessare il Concilio Vaticano II, là dove afferma che «gli imperativi della legge divina l’uomo li coglie e li riconosce attraverso la sua coscienza che egli è tenuto a seguire fedelmente».

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