IMU SUI TERRENI AGRICOLI: VA ATTUATA UNA SERIA REVISIONE

E’ necessario perseguire la ricerca di una definizione delle esenzioni, per l’applicazione dell’IMU sui terreni agricoli, più equa e attenta ai territori, e oggi alla Camera è stato approvato un Ordine del Giorno su questo tema di cui sono primo firmatario .


Sono stati numerosi i passi compiuti sinora per migliorare la norma, che oggettivamente non era nata bene, e soprattutto il passaggio al Senato ha introdotto alcune novità significative, e questo è stato possibile anche grazie all’azione di stimolo portato avanti con  atti parlamentari di indirizzo e di controllo per sollecitare ad una revisione della normativa, anche per interpretare le richieste delle associazioni di categoria interessate, dell’UNCEM e dell’Anci.


Viste le tante problematiche emerse in seguito alla prima attuazione della norma, e a seguito delle sollecitazioni ricevute, il Governo ha emanato a gennaio un nuovo decreto legge rivedendo i criteri per l’esenzione dell’IMU sui terreni agricoli, aumentando di circa 2000 i comuni esenti, e ha rivisto ulteriormente i requisiti dei soggetti, nonché i territori oggetto di agevolazione, disponendo una detrazione di 200 euro per determinate aree svantaggiate.


La norma arrivata dal Senato non ha più potuto essere modificata alla Camera, pena la sua decadenza, per questo abbiamo, con un Ordine del Giorno, chiesto che la materia fosse rivista per il 2015 con un confronto aperto, per introdurre le modifiche necessarie, e il fatto che sia stato accolto dal Governo è un buon segnale.


Il criterio dell'altitudine e della montanità, infatti, soprattutto nell’attuale accezione, che tratta allo stesso modo le diverse porzioni di territorio montano e non, nei comuni parzialmente montani, non distingue in modo adeguato tra terreni e territori necessitanti di tutela fiscale e altri non necessitanti di tale attenzione. Nei diversi territori lo svantaggio si coniuga ed articola con modalità e parametri anche altri, addirittura, in alcuni casi, vede terreni e territori di particolare pregio, anche patrimoniale, proprio in aree ad alta altimetria, ma non per questo svantaggiate.


E’ pertanto fondamentale, in una linea di equità condivisa, una migliore e complessiva armonizzazione della norma, anche recuperando un approccio più simile alla vecchia classificazione dei terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate come svantaggiati così come erano definite dalla Circolare del 14/06/1993 n. 9, sia pur necessariamente rivista alla luce del maggior gettito previsto dalla nuova norma.


Per questo oggi è stata portata all’ordine del giorno la richiesta al Governo di avviare una revisione organica e complessiva delle tariffe d'estimo stabilite per ciascuna qualità e classe di terreno, sia per il reddito agrario che dominicale, su tutto il territorio. Va definito un criterio di valutazione armonico tra colture e territori, che tenga però conto della intervenuta modificazione delle relazioni economiche e competitive sui territori stessi e tra le filiere settoriali.  Si è proposto di avviare in tempi brevi un’analisi delle conseguenze, su comuni e contribuenti, dell’applicazione delle norme contenute nel decreto in conversione in oggetto, con particolare attenzione alle aree precedentemente classificate come svantaggiate e ai comuni classificati come parzialmente montani.


I criteri di esenzione dall’IMU vanno quindi rivisti, con nuovi provvedimenti che tengano conto della situazione attuale dei terreni e della loro redditività, della loro collocazione nel contesto ambientale ed idrogeologico e, non ultimo, del loro eventuale inserimento in aree protette e in S.I.C.. E’ stata richiesto inoltre di valutare la possibilità, a partire dall’anno di imposta 2015, di detrazioni per determinate tipologie di imprese, anche su terreni in aree non montane o svantaggiate, con attenzione specifica ad aziende condotte da giovani agricoltori in fase di avviamento e ad imprese sociali o di agricoltura sociale impegnate nell’inserimento lavorativo o nel recupero terapeutico di soggetti deboli e svantaggiati.


In particolare, in merito alla definizione dei criteri di esenzione e di detrazione sopra indicati, abbiamo espressamente sollecitato l’avvio di un confronto formalmente istituzionalizzato con le Commissioni Finanze ed Agricoltura di Camera e Senato, ma anche con Regioni, Enti locali e Associazioni di rappresentanza di categoria. Un passo indispensabile perché tutti gli attori siano coinvolti e responsabili nel trovare la soluzione più adeguata.


 


Mino Taricco


In allegato :


- l'ordine del giorno approvato


- unoschema sintesi dei contenuti


- la scheda dell'ufficio studi della Camera


- una sintesi dei contenuti a cura del Gruppo PD alla Camera


  Vedi allegato 1
  Vedi allegato 2
  Vedi allegato 3
  Vedi allegato 4

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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