La UE mantenga l’etichettatura facoltativa della carne bovina.

Il consigliere regionale PD Mino Taricco ha presentato un ordine del giorno
in cui chiede alla Giunta regionale di intervenire presso il governo
nazionale della vicenda della etichettatura facoltativa delle carni bovine,
in modo che la UE non torni indietro su questa opportunità.

L’UE infatti sta rivedendo la normativa di settore e tra le proposte vi è
quella di abolire la possibilità di etichettatura volontaria con la scusa
che è un sistema costoso e complesso.

“Sarebbe un grave errore”, sostiene Taricco, “eppure il nuovo regolamento
proposto dal Parlamento e dal Consiglio europeo che intende introdurre
metodi elettronici per l’identificazione dei bovini, prevede l’abolizione
dell’ etichettatura facoltativa delle carni per “ridurre gli eccessivi oneri
amministrativi che comporta il sistema facoltativo attualmente in vigore”,
sostiene”.

“In verità”, continua Taricco, “il sistema di etichettatura facoltativa
delle carni bovine é fondamentale perché garantisce il diritto dei
consumatori ad avere maggiori garanzie sulla qualità e sicurezza delle
carni. Permette infatti di essere informati non solo genericamente sulla
loro provenienza, ma di conoscere anche la razza, il sesso e l’età
dell’animale, l’alimentazione utilizzata, nonché ulteriori indicazioni utili
a distinguere nettamente una tipologia di carne bovina da un’altra.
L’etichettatura costituisce senza dubbio una “leva commerciale” da non
sottovalutare a disposizione degli allevatori, in grado di fornire loro un
concreto valore aggiunto sul mercato”.

“Inoltre invocare oneri amministrativi o finanziari per giustificare
l’eliminazione della etichettatura facoltativa è quantomeno pretestuoso.
Essendo il sistema facoltativo, qualsiasi allevatore può decidere se
aderirvi o meno; né la trasmissione delle informazioni facoltative della
filiera comporta costi aggiuntivi rispetto alla trasmissione di quelle
obbligatorie per legge”.

“ Non vorremmo che in realtà dietro questa decisione si celasse una
attenzione non disinteressata a chi vuole poter gestire la filiera carne in
modo anonimo e meno controllato, evidentemente a tutto danno dei consumatori
e dei produttori locali e di qualità”

“Per questo occorre che la Giunta regionale è necessario che si mobiliti”,
conclude Taricco, “Le decisioni che verranno assunte non saranno prive di
significato per i consumatori, gli allevatori piemontesi e lo spazio che
potranno avere sui mercati”.




  Vedi allegato 1

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