MACROREGIONE ALPINA E NUOVI ORGANI DI GOVERNO PER RILANCIO TERRITORI MONTANI PIEMONTESI

L’approvazione bipartisan della mozione da noi presentata, insieme a quella della maggioranza, nel Consiglio regionale straordinario richiesto dal PD sul tema della montagna, rappresenta una tappa importante per il rilancio su basi nuove di un territorio, quello alpino, che occupa il 52% della superficie del Piemonte. La concomitanza di alcune scadenze importanti in questi mesi rende particolarmente cruciale questo momento per il futuro dei territori montani nella nostra regione . L’avvio del percorso di costruzione della Macroregione Alpina, che avviene proprio in queste ore, rappresenta infatti un’occasione imprescindibile per guardare a questi territori con occhi nuovi. Le possibilità di coordinamento e sinergia di politiche e risorse che la macroregione offre sul piano comunitario è un’opportunità da non perdere per una politica seria sulla montagna. Il fatto che nel programma di aiuti comunitari 2014-2020 alla montagna venga per la prima volta riconosciuto un capitolo specifico, è segno di una consapevolezza di specificità di attenzione che non può essere sprecata . Proprio in questi mesi poi è in discussione in Regione il nuovo modello istituzionale di governo che subentrerà alle Comunità montane, ed è evidente che al di là delle questioni nominalistiche sarà fondamentale salvaguardare gli obiettivi che la Legge regionale 16/99 attribuiva alle C.M. : - la promozione dello sviluppo socio economico - il perseguimento di un armonico riequilibrio delle condizioni di esistenza - la garanzia dei servizi - la difesa del suolo e dell’ambiente - la valorizzazione della cultura locale - la gestione degli interventi speciali previsti per la montagna dalla UE Credo sia evidente e chiaro che questo momento e questa concomitanza rappresentano un’occasione unica ed irripetibile per ridiscutere e rilanciare il futuro dei territori montani. Perché questo avvenga è però necessario, come è chiaramente indicato nella mozione, da noi presentata , ed approvata all’unanimità , che il Consiglio regionale diventi centro di discussione e di decisione su questi temi, e che le Comunità locali interessate siano coinvolte nel confronto e nelle decisioni. Il rischio che dobbiamo scongiurare è legato alla gestione distinta delle tra sfide sopracitate ( Programmazione 2014-2020 , nuovo modello istituzionale per la gestione associata delle funzioni e Macroregione Alpina ) e calarne le decisioni dall’alto . E’ fondamentale invece che tutto questo processo veda i territori e le comunità che su questi insistono fortemente coinvolti e impegnati a indicare gli obiettivi e le strade da percorrere . Il fatto che su queste proposte si sia registrata la convergenza dei gruppi in Consiglio regionale e l’apprezzamento del presidente Cota ci rafforza nell’idea che la discussione di oggi non sia stata un semplice esercizio retorico , come poteva rischiare di essere , ma un impegno concreto per il rilancio su nuove basi dei territori montani piemontesi. La sfida che ci attende è alta ed impegnativa , leggendo le carte dei percorsi messi in campo dalle Macroregioni che ci hanno preceduto si coglie con chiarezza la portata della sfida , è un occasione che non si può sprecare . Alla Giunta regionale chiediamo però coerenza: alle Unioni dei Comuni montani si affidino le stesse funzioni che la legge regionale 16 considera come indispensabili per lo sviluppo economico della montagna. Né si può pensare che le politiche della montagna possano essere correttamente affrontate su grandi aree territoriali, e poi in Piemonte pensare a microaree territoriali. Non si può rafforzare la montagna frammentando e parcellizzando il sistema di governo.


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