NUOVA LEGGE ELETTORALE APPROVATA ALLA CAMERA

Dopo giorni di discussioni  e un’ubriacatura mediatica di commenti e previsioni, abbiamo approvato con ampio margine di voti, alla Camera, la nuova Legge elettorale.
Una norma per un terzo maggioritaria e per due terzi proporzionale, con soglia di sbarramento al 3%, con la previsione di coalizioni, e che vedrà i nomi di tutti i candidati sulla scheda.

Non è la legge che avrei scritto io, ma è una legge chiara e che ha visto il sostegno di una larga parte delle forze politiche che sono in Parlamento.  Contrari sono stati Fratelli d’Italia, MDP  e i 5Stelle, che hanno gridato all’inciucio, al colpo di mano e anche per questo ritengo necessario precisare alcune cose.

Non ho gradito la apposizione di fiducia sui tre articoli principali, anche se ne ho capito il significato, in quella condizione infatti senza la fiducia la legge era a rischio, ma onestamente non so se la legge approvata valesse il precedente creato, ma a questo punto tanto vale ragionare del merito.

E’ una legge che permetterà ai cittadini di scegliere, in collegi uninominali di poco più di 250mila abitanti, un proprio rappresentante di collegio, tra i tanti proposti da singoli partiti o da coalizioni , e al tempo stesso permetterà di eleggere in collegi plurinominali di quasi un milione di abitanti, candidati in piccole liste stampate sulla scheda,  in proporzione ai voti ottenuti. 
E quindi una legge chiara che consegna al l’elettore la potestà di decidere sapendo ciò che vota. 
In questo senso è di gran lunga più trasparente del Porcellum, dove si votava senza avere sulla lista i nomi dei candidati, e con cui abbiamo votato sino ad ora.

E’ in qualche misura simile al vecchio Mattarellum, ma con collegi che sono di dimensione maggiori, circa il doppio dei precedenti, e con liste proporzionali  brevi e stampate sulla scheda. 
Questo sistema permetterà una rappresentatività più omogenea per territori ( per intenderci con il vecchio Mattarellum in Piemonte la provincia di Torino eleggeva di fatto tutti candidati di centrosinistra, e nel resto del Piemonte si eleggevano tutti o quasi  di centrodestra). 
Con questa legge la demarcazione sarà meno netta e più equilibrata. 

Partendo dal presupposto che la migliore rappresentatività  la avrebbe il proporzionale puro, ma che una quota di maggioritario aiuta la governabilità, credo si possa dire che si è raggiunto un buon punto di equilibrio, e da molti punti di vista questa legge migliora il Mattarellum.   

Dal mio punto di vista ha alcuni grossi limiti , il primo è che è un sistema che rafforza il peso dei singoli partiti nei luoghi dove già sono più forti (per intenderci ogni partito eleggerà più parlamentari di quanti gliene spetterebbero, in proporzione ai voti che ha raccolto, nelle zone dove le sue percentuali sono proporzionalmente più alte, e meno di quanti gliene spetterebbero nelle zone dove le percentuali sono più basse), non ha il voto disgiunto (per cui non si possono scegliere un partito nella parte maggioritaria ed un candidato di altro partito o coalizione in quella proporzionale, pena la nullità del voto), e poi perché nelle liste con più candidati , non ha le preferenze ed ha invece liste bloccate. 
Ho sempre pensato che dovessero essere gli elettori a scegliere gli eletti, e qui siamo ancora lontani da questo obiettivo, ma è un passo avanti rispetto al Porcellum, i cui limiti il PD nelle ultime elezioni aveva cercato di superare con le primarie.
Sono dal mio punto di vista limiti gravi ma che derivano dalla necessità di tenere insieme un accordo ampio nel quale le nostre esigenze ed i nostri punti di vista dovevano trovare composizione con quelli degli altri soggetti politici.

Quanto alle scomposte urla e reazioni dei 5Stelle dico solo che ormai non sono più credibili perché sono strumentali in tutto, cambiano idea ad ogni curva, in base alle convenienze del momento, e sulla base delle loro convenienze e non di quelle del paese.
La governabilità è una esigenza del paese, non dei partiti e loro non possono continuare a scommettere sullo sfascio per pensare di poterne trarre vantaggio.

Avremo ancora occasione di parlarne, per intanto in allegato alcune schede per iniziare ad approfondire  


  Vedi allegato 1

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