PENE DETENTIVE NON CARCERARIE

Tanti di coloro che si occupano dei problemi carcerari hanno salutato con favore questa  nuova concezione della pena che vuole iniziare una nuova stagione nella quale si privilegi il dato di concretezza e di umanità a quello di strumentale agitazione dei problemi.


Del tutto strumentale l’atteggiamento della Lega che quando ha governato non ha  apportato miglioramenti al sistema carcerario agitando il tema del reato di clandestinità per impaurire i cittadini.


Con questa norma vengono privilegiate la funzione rieducativa oltre a un livello maggiore di tutela per i cittadini e le vittime dei reati, mentre  per i reati di minore gravità sono previste  pene alternative al carcere, consentendo di erogare una sanzione che venga effettivamente espiata e cominciando allo stesso tempo a incidere sui tempi del processo penale.


I cittadini chiedono certezza della pena  e in questo senso vanno le sanzioni alternative al carcere quali la detenzione domiciliare, i percorsi dei lavori di pubblica utilità o le sanzioni di tipo amministrativo che hanno dimostrato in moltissimi casi una maggior efficacia e minore recidività, riducendo anche il carico per i tribunali.


L’esperienza di tanti operatori in carcere dimostra che  i percorsi di recupero, quali i lavori di pubblica utilità previsti con la messa alla prova  evitano proprio il ripetersi dei reati.

Una buona norma, in termini di efficacia degli interventi e di umanità delle risposte


  Vedi allegato 1

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