RIFORMA DEI SERVIZI PER L’IMPIEGO

Dopo la bocciatura della Riforma costituzionale, in molti avevano temuto un blocco del percorso di riforma delle politiche attive del lavoro, approvata lo scorso anno (D.lgs. 150/2015).
Il progetto di nuova Costituzione qualora approvato avrebbe infatti comportato il superamento della potestà legislativa concorrente tra Stato e Regioni (prevista dall’art. 117 della Carta) sulla materia dell’organizzazione del mercato del lavoro, e il passaggio alla competenza legislativa esclusiva dello Stato sull’intera materia delle politiche attive, ed avrebbe avuto un impatto anche sulla legislazione futura (impedendo tra l’altro l’approvazione di nuove norme regionali sul tema). 
Il D.lgs. 150 del 2015 rimane ovviamente pienamente valido in quanto costruita e approvata nel rispetto del riparto di competenza concorrente tra Stato e Regioni previsto dal vigente art. 117.
La riforma fissa i principi generali che regolano l’organizzazione del mercato del lavoro senza impedire un intervento integrativo delle norme regionali,  ed è quindi pienamente coerente con i principi costituzionali rimasti in vita dopo il 4 dicembre, in quanto da un lato tenta di garantire in misura uniforme su tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni (come impone la stessa Costituzione) e dall’altro valorizza e rispetta le prerogative amministrative delle Regioni (il che non esclude, ovviamente, che nascano conflitti sul piano gestionale e concreto).

Il 22 dicembre la Conferenza Stato Regioni con voto unanime ha deciso di estendere al 2017 l'accordo che interviene per finanziare uno dei gangli fondamentali delle politiche attive per il lavoro. 
Si è risposto alle esigenze dei lavoratori impiegati nei centri per l’impiego e si sono poste le premesse per garantire un servizio fondamentale per i cittadini. 
L’accordo prevede che le risorse previste siano per due terzi a carico del governo e un terzo a carico delle Regioni. Questo collaborazione tra centro e periferia si traduce in diversi strumenti.

In primo luogo, il decreto prevede che l’ANPAL (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro)  svolga un ruolo di coordinamento dell’intera “rete” nazionale delle politiche attive del lavoro, con analogo ruolo deve essere svolto anche dalle Regioni, per i propri ambiti territoriali, evitando sovrapposizioni di ruoli e invasioni di competenze.
Il D.lgs. 150/2015 prevede tra l’altro l’intesa della Conferenza Stato Regioni per l’approvazione (tramite decreto ministeriale) dei piani triennali sul lavoro, la definizione degli obiettivi annuali e l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni.
Infine, la riforma delle politiche attive riconosce la possibilità di stipulare apposite convenzioni e accordi tra il Ministero del lavoro e le Regioni, per regolare i rapporti tra questi soggetti nella gestione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive del lavoro nel territorio di riferimento.
Adesso tutto si dovrà misurare  con la fase attuativa: a partire dalla ANPAL, che dovrà acquisire un ruolo di vero e proprio “motore” del nuovo sistema.

Allo stato attuale la materia ha purtroppo, nell’ultimo quindicennio, un bilancio ampiamente negativo nell’operato della maggior parte delle regioni e, se si escludono poche di esse,  per questo motivo si era ritenuto indispensabile anticipare la riforma costituzionale e provvedere già in sede di legislazione ordinaria.

Tutte misure attivate, dal sistema di accreditamento centralizzato per gli operatori specializzati cui affidare i servizi di ricollocazione retribuiti a risultato, al monitoraggio centrale sulla coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi di tutte le attività di formazione professionale, affidato ad un Isfol ristrutturato, tendono a superare un ritardo gravissimo del sistema dei nostri servizi al mercato del lavoro rispetto ai sistemi del centro e nord-Europa.

di seguito i link     ANPAL
                              CLIC LAVORO Mnistero Lavoro
                              REGIONE PIEMONTE LAVORO

ed in allegato un interessante documento sul tema 


  Vedi allegato 1

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