RIFORMA DEL DIRITTO FALLIMENTARE: FINE DEL FALLIMENTO

D'ora in poi sarà “liquidazione giudiziale”. 
Ecco una delle novità introdotte dalla riforma del diritto fallimentare che  diventa legge con il sì del Senato, 172 voti a favore, 34 contrari, dopo un percorso ragionevolmente breve. Il testo prevede, fra l'altro, meccanismi di allerta per impedire alle crisi aziendali di diventare irreversibili e ampio spazio agli strumenti di composizione stragiudiziale per favorire le mediazioni fra debitori e creditori per gestire l'insolvenza.

Di seguito le principali novità :

LA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE. 
Dominus sarà il curatore, con poteri rafforzati: accederà alle banche dati della Pa, potrà promuovere le azioni giudiziali spettanti ai soci o ai creditori sociali, sarà affidata a lui (anzichè al giudice delegato) la fase di riparto dell'attivo tra i creditori. Ci sarà però una stretta sulle incompatibilità.

PREVENIRE LA CRISI. 
Per facilitare una composizione assistita, arriva una fase preventiva di allerta attivabile direttamente dal debitore o d'ufficio dal tribunale su segnalazione (obbligatoria per fisco e Inps) dei creditori pubblici. Nella procedura su base volontaria, il debitore sarà assistito da un apposito organismo istituito presso le Camere di commercio, con 6 mesi di tempo per raggiungere una soluzione concordata con i creditori. Se la procedura è d'ufficio, il giudice convocherà immediatamente, in via riservata e confidenziale, il debitore e affiderà a un esperto l'incarico di risolvere la crisi trovando un accordo entro 6 mesi con i creditori. L'esito negativo della fase di allerta è pubblicato nel registro delle imprese. 

REGOLE PROCESSUALI SEMPLIFICATE. 
Priorità data alle proposte che assicurano la continuità aziendale, purchè funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori, considerando la liquidazione giudiziale come extrema ratio. Si punta a ridurre durata e costi delle procedure concorsuali (responsabilizzando gli organi di gestione e contenendo i crediti prededucibili).

INCENTIVI A RISTRUTTURAZIONE DEBITI. 
Il limite del 60% dei crediti per l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti dovrà essere eliminato o quantomeno ridotto.

IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO. 
Viene ridisegnato ammettendo, accanto a quello in continuità, anche il concordato che mira alla liquidazione dell'azienda se in grado di assicurare il pagamento di almeno il 20 per cento dei crediti chirografari.

INSOLVENZA GRUPPO DI IMPRESE. 
Arriva una procedura unitaria per la trattazione della crisi e dell'insolvenza delle società del gruppo e, anche in caso di procedure distinte, vi saranno comunque obblighi di collaborazione e reciproca informazione a carico degli organi procedenti.

Per approfondimenti la scheda provvedimento del gruppo PD alla Camera e del Senato e l'allegato 


  Vedi allegato 1

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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