SCOMMETERE SU ROSY
Scommettere su Rosy
di Alessandro Risso
Partita da una battuta di Romano Prodi, la candidatura di Rosy Bindi a guidare il centrosinistra per la conquista della Presidenza del Consiglio è stata rilanciata da Niki Vendola e rappresenta il tema politico del giorno. Positivi i commenti dei dipietristi con Donadi e persino di Ferrero per i comunisti.
Le reazioni interne al PD sono state invece di segno opposto. Non stupisce la dichiarazione “dorotea” di Massimo D’Alema: “Voglio ringraziare Vendola per aver indicato una persona di grande valore. Naturalmente, visto che si parla di grande coalizione, il candidato deve essere concordato e non imposto”. Non stupisce neppure l’esplicito “niet” di Giovanna Melandri (“Bindi non può federare un’alleanza da Vendola al terzo polo”), che afferma di preferire un esterno al partito come Mario Monti ma pensa all’ipotesi di un ritorno alla leadership del suo nume Veltroni. Non stupiscono quindi i commenti negativi che – secondo Repubblica – lo stesso Walter avrebbe espresso in colloqui privati.
Ciò che sorprende è invece il commento di Beppe Fioroni: “Vendola bleffa. Non indichi la Bindi, offra soluzioni alla crisi”. Vendola può anche aver gettato un sasso nel pollaio democratico per creare un po’ di scompiglio tra i galletti. Bisognerebbe però evitare di cadere immediatamente nel tranello come dei…polli.
Al di là delle stucchevoli diatribe personalistiche nel PD, la prospettiva di avere la Bindi candidata alla Presidenza del Consiglio è interessante. La persona è di valore, e sul piano dell’immagine è stata involontariamente rafforzata da Berlusconi: le sue ripetute, volgari e ormai celebri uscite, nel tentativo di ridurla a ridicolo simbolo opposto al suo modello estetico femminile, l’hanno invece fatta diventare una sempre più credibile alternativa morale e politica.
Non e detto che Rosy riesca a raccogliere sufficienti consensi per ottenere l’incoronazione a candidata del centrosinistra. Se ciò non avvenisse, la scelta migliore rimane dar fiducia a Bersani, altra persona perbene e capace. Un uomo di governo, più che un leader di partito. Un altro emiliano concreto, in stile Prodi, l’unico capace di vincere due elezioni contro il sultano di Arcore. Impresa non riuscita a due bravi e telegenici affabulatori come Rutelli e Veltroni.
Se dovessi prefigurare il futuro, punterei comunque su Rosy Bindi prossimo presidente. Non del Consiglio ma della Repubblica. Si accettano scommesse.
