Un'interrogazione in materia di #scuolesicure

Oggi, insieme ai colleghi Marco Carra, Luisella Albanella, Maria Amato, Alessandra Terrosi, Emanuele Lodolini, Susanna Cenni, Emiliano Minnucci, Silvia Fregolent, Piergiorgio Carrescia, Gessica Rostellato, Cinzia Maria Fontana, Edoardo Patriarca, Gero Grassi, Gian Mario Fragomeli, Cristina Bargero, Enzo Lattuca, Liliana Ventricelli, Nicodemo Nazzareno, Diego Zardini, Bruno Censore ed Enrico Borghi, ho presentato un’interrogazione a risposta in commissione per chiarire le problematiche emerse in merito alla programmazione nazionale degli interventi di edilizia scolastica.

Il Programma #scuolesicure inserito nel Decreto del Fare ha previsto uno stanziamento pari a 400 milioni di euro, grazie ai quali numerose realtà scolastiche pubbliche sul territorio italiano hanno dato il via ai lavori. Per ottenere le liquidazioni delle attività svolte o in essere hanno seguito le linee guida operative segnalate dalla Direzione Generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali e per l’innovazione digitale, ente responsabile del Ministero.

Le difficoltà sono nate per la liquidazione degli interventi: molte regioni hanno segnalato problemi che vanno dalla difficoltà di profilazione e accreditamento con il data-base del Ministero, alla richiesta, da parte del Ministero, di un parere Regionale su documentazioni non richieste in alcuna parte del bando, fino al caso di alcuni enti che hanno inviato al MIUR la richiesta delle credenziali di accesso al portale, ma, nonostante i solleciti via pec, mail e telefono, non hanno ottenuto riscontro. Le singole Regioni hanno ricevuto numerose richieste di supporto, ma, ai sensi dell’articolo 18 della Legge n. 98/2013, in merito al bando “Scuole sicure”, non hanno competenze se non quelle di custodire i progetti e approvare la graduatoria. Numerosi enti si trovano così nella difficoltà di affrontare possibili contenziosi con le ditte appaltatrici dei lavori che attendono i pagamenti. 

Ma i problemi riguardano anche la programmazione nazionale triennale degli interventi di edilizia scolastica di cui l’Italia si è dotata per il periodo 2015/2017, per i quali sono stati approvati il piano triennale e i piani annuali di edilizia scolastica 2015-16-17 di cui al Decreto interministeriale MEF-MIUR-MIT del 23/1/15 per “interventi specifici sugli edifici scolastici di proprietà pubblica sede di scuole statali dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado”. I finanziamenti coprono interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, efficientamento energetico di scuole, immobili all'Alta formazione artistica, musicale e coreutica o adibiti ad alloggi e residenze per studenti universitari. Si è stabilito che vengano finanziati con i BEI (Banca europea per gli Investimenti), mutui agevolati con oneri di ammortamento a carico dello Stato che vengono accesi dalle Regioni, come stabilito da Decreto interministeriale del 23/1/15 al comma 4 dell'articolo 3.
 
Beneficiari dei mutui sono gli enti locali proprietari degli immobili che, entro il 31 ottobre 2015, devono procedere all'aggiudicazione almeno provvisoria degli interventi. Il Decreto citato prevede che “In caso di mancata aggiudicazione provvisoria dei lavori entro il 31 ottobre 2015, l'assegnazione viene revocata con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca” ed è stato sottoscritto dal MIUR ma è “in via di definizione” in quanto, per essere esecutivo, necessita della firma dei Ministri dei MIT e del MEF, già apposte, e del visto della Corte dei Conti, invece ancora in attesa, nonché della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

E’ pur vero che in data 9 settembre u.s., l'ufficio Vigilanza Contratti Pubblici dell'ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, ha dato parere favorevole al quesito posto dalla Struttura di Missione per l'Edilizia Scolastica sulla “possibilità di autorizzare lo svolgimento di gare per l'appalto di lavori pubblici la cui aggiudicazione definitiva sia condizionata al perfezionarsi dei procedimenti in essere volti all'assegnazione del finanziamento regionale” per scongiurare le criticità dovute ad inutili ritardi nell'avvio delle procedure di gara, tenendo anche conto del carattere di urgenza degli interventi di edilizia scolastica. Ma, va sottolineato che la normativa vigente non consente alle amministrazioni pubbliche di procedere all'indizione di gare di appalto in assenza della necessaria copertura finanziaria, pertanto gli Enti beneficiari, senza il decreto di autorizzazione delle Regioni alla stipula dei mutui trentennali, non sono nella condizione di rispettare il termine del 31 ottobre per l'aggiudicazione provvisoria dei lavori.
 
La situazione rischia di pregiudicare la realizzazione degli interventi finanziati e far così perdere importanti risorse per il territorio, pregiudicando inoltre una significativa ricaduta occupazionale. 
Nell’interrogazione chiediamo quindi che il Governo verifichi la situazione presso La Direzione Generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali e per l’innovazione digitale, così da fornire risposte adeguate alle questioni sospese e valutare come supportare gli enti che in difficoltà. Sarebbe opportuno valutare una proroga del termine per l'aggiudicazione provvisoria dei lavori e per la rendicontazione, per evitare un danno grave in un comparto quale quello dell’edilizia scolastica che necessita urgentemente degli interventi che Ministero e Governo, con le norme in oggetto, hanno promosso in modo opportuno


  Vedi allegato 1

Mino Taricco utilizza cookies tecnici e di profilazione e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze.
Continuando a navigare accetti l’utilizzo dei cookies, se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare questo sito ulteriormente.

Scopri l'informativa e come negare il consenso. Chiudi
Chiudi
x
Utilizzo dei COOKIES
Nessun dato personale degli utenti viene di proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né sono utilizzati cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e scompaiono, lato client, con la chiusura del browser di navigazione) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito, evitando il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti, e non consente l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.
L'utilizzo di cookies permanenti è strettamente limitato all'acquisizione di dati statistici relativi all'accesso al sito e/o per mantenere le preferenze dell’utente (lingua, layout, etc.). L'eventuale disabilitazione dei cookies sulla postazione utente non influenza l'interazione con il sito.
Per saperne di più accedi alla pagina dedicata

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.
Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento