CONTROLLO FONDI PER I PARTITI

Indegna gazzarra ieri alla Camera, per l’ennesima strumentalizzazione dei 5Stelle.

La legge Letta nel 2013 aveva definito una progressiva riduzione del finanziamento dal 2014 fino alla abolizione integrale nel 2017       http://www.minotariccoinforma.it/cgi-bin/archivio/ABOLITO_IL_FINANZIAMENTO_PUBBLICO_AI_PARTITI2290.asp   
La norma prevedeva che i partiti per trasparenza e per poter accedere ai finanziamenti residui 
- dovessero essere in regola con il proprio statuto, 
- dovessero dare  trasparenza alla propria azione 
- e dovessero avvalersi di una società di revisione esterna per il controllo della gestione contabile e finanziaria, per certificarne la correttezza.
Per questo motivo i partiti devono consegnare ogni anno il bilancio corredato da detta certificazione.

Nel giugno del 2014 il Partito Democratico, come altri partiti, consegnava  il bilancio del 2013 corredato da certificazione da parte di una società di revisione iscritta in albo Consob. 
Ad ottobre dello stesso anno  la Commissione di garanzia e controllo si dimetteva  in blocco senza esplicitare formalmente una propria interpretazione della norma, che veniva poi fatta dalla successiva. 
Nel marzo del 2015 veniva  nominata una nuova Commissione, dopo che i Presidenti delle Camere avevano immediatamente sollecitato le magistrature ad indicare i nuovi nomi. 
Nel mese di aprile 2015 la Commissione interpretava il primo periodo del comma 5 dell’art. 9 della legge n. 96 del 2012 che recita: “5. Nello svolgimento della propria attività, la Commissione effettua il controllo anche verificando la conformità delle spese effettivamente sostenute e delle entrate percepite alla documentazione prodotta a prova delle stesse.” nel senso che la parola “anche”, da intendersi quale eventualità di approfondimento di parti del bilancio, veniva  interpretata come necessaria - a prescindere - su tutto il bilancio e conseguentemente  richiedeva  la documentazione.

Nel maggio 2015, i partiti inviano tutta la documentazione richiesta a supporto dei bilanci 2013. 

A quel punto la Commissione comunicava di non essere in grado di fare il controllo.

Le disposizioni previste dalla legge approvata il 10 settembre, con riguardo alla Commissione di garanzia e controllo, sono state introdotte con la finalità di assicurare la piena funzionalità alla stessa, tenendo conto proprio di quanto espresso dal Presidente di tale organismo a seguito proprio all'attività svolta sugli anni 2013 e 2014.
Più nel dettaglio, l'articolo 1, comma 1, consente alla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti”  di essere coadiuvata, per lo svolgimento dei compiti ad essa affidati, dalle seguenti unità di personale, collocato fuori ruolo:
cinque unità, dipendenti della Corte dei conti, addette alle attività di revisione;
due unità, dipendenti da altre amministrazioni pubbliche, esperte nell'attività di controllo contabile.
Anche i magistrati componenti la Commissione, per la durata del relativo incarico, sono collocati fuori ruolo dalle amministrazioni di appartenenza, secondo quanto previsto in materia dall'articolo 1, commi 66 e 68, della L. 190/2012 (c.d. legge anticorruzione).

Introduce inoltre una disciplina specifica per gli anni 2013 e 2014 sulle modalità di controllo dei bilanci dei partiti, in virtù della quale non si applica, per quegli anni, la verifica della conformità delle spese effettivamente sostenute e delle entrate percepite, alla documentazione prodotta a prova delle stesse, che dovranno comunque essere certificate da società in possesso dei requisiti richiesti.
La verifica si applicherà ai rendiconti successivi al 2014.

Forse si poteva intervenire prima per prevenire i ritardi accumulati dalla Commissione di garanzia e di controllo, forse si poteva fare in modo diverso, ma non siamo di fronte a nessuna scorrettezza, perché i bilanci e le spese dovranno comunque essere depositati e certificati da società di revisione iscritte nell'albo speciale tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa ( ai sensi dell'articolo 161 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, o, successivamente alla sua istituzione, nel registro di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39) e quindi il controllo è garantito.
La scelta dei 5Stelle di non consegnare il proprio statuto ed i propri bilanci è una scelta contro la trasparenza, e rende poco credibili e molto strumentali le loro rimostranze.


  Vedi allegato 1
  Vedi allegato 2
  Vedi allegato 3

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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